Maria Rosaria Boccia sotto inchiesta per minacce e lesioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei, è al centro di un'inchiesta della Procura di Roma per violenza, minacce a corpo politico e lesioni aggravate. L'indagine è partita dopo la denuncia dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Sabato scorso, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno perquisito l'abitazione della Boccia, sequestrando materiale informatico, tra cui tre smartphone, un pc, un tablet, schede di memoria, una pendrive e degli occhiali con telecamera.

La Procura ha deciso di attendere prima di convocare la Boccia per l'interrogatorio, preferendo verificare il contenuto dei dispositivi sequestrati. Tra i documenti acquisiti ci sono chat integrali tra l'indagata e l'ex ministro, oltre a mail e documenti sullo stato clinico della gravidanza della Boccia. Le chat con la moglie di Sangiuliano, Federica Corsini, sono state anch'esse acquisite.

Le accuse contro la Boccia sono gravi. La Procura contesta il reato di minaccia a corpo politico, che prevede fino a sette anni di carcere, e quello di lesioni aggravate per un graffio sulla fronte di Sangiuliano. Il pressing esercitato dalla Boccia sull'ex ministro è stato incessante e a 360 gradi, coinvolgendo anche la moglie di Sangiuliano.

Gli inquirenti stanno esaminando il materiale sequestrato per ricostruire la dinamica dei fatti e verificare la fondatezza delle accuse.

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