La notte Nba parla la lingua delle stelle: Edwards stende i Warriors, Durant non sbaglia un colpo, procedono a valanga Cleveland e Detroit

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sono otto le partite del ricco venerdì notte di Nba, un menù che ha offerto agli appassionati spunti tecnici e prestazioni individuali di altissimo livello, con le squadre in piena corsa per i rispettivi obiettivi di classifica che hanno risposto presente, chi con autorità, chi stringendo i denti fino all'ultimo respiro. Al centro dell'attenzione, meritatamente, ci finisce Anthony Edwards, il ventiquattrenne fenomeno dei Minnesota Timberwolves, capace di mettere a segno la sua decima partita stagionale con almeno quaranta punti realizzati: la sua personale offensiva da 42 punti è stata l'arma letale con cui la sua squadra ha avuto la meglio sui Golden State Warriors, reduci da una vera e propria ecatombe fisica.

La franchigia dell'Area della Baia, già privata del suo faro Stephen Curry e dell'infortunato di lungo corso Jimmy Butler, è stata letteralmente falcidiata da una serie di stop occorsi addirittura nel corso della stessa partita: Draymond Green è stato costretto al forfait poco prima della palla a due per un problema alla schiena, e a lui si sono aggiunti via via Al Horford per un fastidio al polpaccio, Seth Curry per un problema alla coscia e il giovane Quinten Post. Una situazione surreale che ha costretto Steve Kerr a utilizzare il trentatreesimo quintetto diverso in stagione. Nonostante i venti punti di Kristaps Porzingis, al suo esordio da titolare dopo il trasferimento da Atlanta, e i venticinque conditi da dieci rimbalzi di Brandin Podziemski, i Dubs hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla verve di Edwards, supportato dai diciotto punti di Rudy Gobert, in una serata che ha visto i Wolves interrompere una striscia negativa di tre sconfitte pesanti.

La freddezza di Durant e la cavalcata dei Cavs

Se nel Nord della California a rubare la scena è stato il giovane talento di Minnesota, in Texas si è assistita all'ennesima lezione di cinismo firmata Kevin Durant. I suoi Houston Rockets, reduci da un pesante ko a Denver, hanno rischiato grosso contro i New Orleans Pelicans, trovandosi sotto di una lunghezza a venti secondi dalla conclusione. Ed è lì che Durant, come ha fatto per tutta una carriera, ha preso per mano la squadra: prima un canestro che vale il sorpasso a sette secondi e mezzo dalla sirena, poi due liberi a suggellare il 107-95 finale, per un totale di trentadue punti che valgono il terzo posto nella Western Conference. I suoi Pelicans hanno lottato con i trentacinque punti di Dejounte Murray, ma nulla hanno potuto di fronte alla freddezza di chi i playoff li ha già vinti.

Senza particolari patemi d'animo, invece, le vittorie di Cleveland Cavaliers e Detroit Pistons. I primi hanno letteralmente asfaltato i Dallas Mavericks sul loro parquet con un netto 138-105: una prova di forza firmata da Evan Mobley (29 punti) e Donovan Mitchell (24), che hanno approfittato delle numerose defezioni in casa Mavs, nonostante i venticinque punti del giovane Cooper Flagg. I secondi, i Pistons, hanno proseguito il loro momento d'oro superando agevolmente i Memphis Grizzlies con un 126-110 che parla chiaro: trenta punti e tredici rimbalzi per Jalen Duren e una prestazione solida di Cade Cunningham da diciassette punti e quindici assist, a testimoniare la crescita di un collettivo che viaggia verso i playoff con la terza vittoria di fila.

Leonard trascina i Clippers, New York passa a Indianapolis

Prosegue inarrestabile la rincorsa dei Los Angeles Clippers, che con Kawhi Leonard in versione trascinatore (28 punti alla sirena) hanno liquidato la pratica Chicago Bulls con un 119-108 che vale la settima vittoria nelle ultime otto uscite. Leonard, ormai punto di riferimento inamovibile, ha eguagliato un record di franchigia risalente agli anni Settanta, dimostrando come questa squadra, partita con un record negativo, abbia ora tutte le intenzioni di recitare un ruolo da protagonista nella volata play-off. Dall'altra parte, non sono bastati ai Bulls la tripla doppia di Josh Giddey e i ventisei punti di Bennedict Mathurin per evitare la sconfitta.

Infine, a chiudere il quadro della notte ci pensano i New York Knicks, capaci di espugnare il campo degli Indiana Pacers per 101. Jalen Brunson, con ventinove punti e nove assist, e OG Anunoby, con venticinque punti, sono stati i registi di una vittoria sofferta ma fondamentale per mantenere vive le speranze di un piazzamento tra le prime quattro a Est. I Pacers, nonostante la stagione ormai compromessa, hanno venduto cara la pelle con i diciotto punti di Jarace Walker e la doppia doppia di Ivica Zubac, ma nulla hanno potuto contro la maggiore esperienza e determinazione degli uomini di Tom Thibodeau, che hanno piazzato l'allungo decisivo nei minuti finali.

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