La notte Nba parla Detroit: Cunningham show al Madison, Boston batte Golden State e San Antonio allunga
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Redazione Sport
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Il grande ritorno sul parquet dopo la pausa per l’All Star Weekend ha regalato agli appassionati una di quelle serate destinate a lasciare il segno, con venti squadre in campo e diversi scontri dal peso specifico notevole, a riprova di come la stagione regolare stia entrando nella sua fase più calda. Se l’attenzione generale, lontano dai riflettori dei palazzetti, rimane catalizzata dalle discussioni relative alle strategie per contrastare il cosiddetto tanking portate avanti da Adam Silver e dalla lega, sul cemento a parlare sono stati i risultati, netti e inequivocabili.
Il Madison Square Garden è territorio Pistons: Cunningham firma una prestazione da MVP
Era la sfida che tutti aspettavano, quella tra i New York Knicks e i Detroit Pistons, e il parquet sacro del Madison Square Garden ha assistito a una vera e propria dichiarazione d’intenti da parte della squadra di Motown. I Pistons, nonostante le assenze pesanti di Jalen Duren e Isaiah Stewart – entrambi ancora fermi ai box per le rispettive sospensioni rimediate dopo la rissa nell’incontro con Charlotte del 9 febbraio – hanno letteralmente silurato i padroni di casa con un netto 126-111. A trascinare la franchigia col miglior record della lega, 41 vittorie e 13 sconfitte che valgono il primo posto assoluto nell’Nba davanti a Oklahoma City, è stato il solito, immenso, Cade Cunningham. Il playmaker, che mette a referto una doppia doppia da 42 punti e 13 assist a cui aggiunge 8 rimbalzi, ha letteralmente dominato la scena, prendendo per mano i suoi e spegnendo sul nascere ogni velleità dei Knicks. Per Paul Reed, chiamato a sostituire gli assenti nel ruolo di big-man titolare, una prova solida da 18 punti, a testimonianza di una profondità di roster che fa paura.
Boston ritrova Porzingis e supera Golden State, San Antonio non si ferma più
Se a New York andava in scena il big-match d’Oriente, nel resto della lega non sono mancati spunti di grande interesse. Al TD Garden di Boston, la serata assumeva i contorni di una piccola cerimonia affettiva, visto il ritorno di Kristaps Porzingis con la maglia dei Golden State Warriors. L’emozione, però, è durata lo spazio di un saluto, perché in campo i Celtics hanno impartito una lezione di basket agli avversari, imponendosi con autorità e dimostrando di voler difendere il Titolo fino in fondo. Prosegue, intanto, la marcia inarrestabile degli Spurs: la squadra di San Antonio infila la settima vittoria consecutiva, consolidando ulteriormente la propria posizione in una Western Conference che vede i Thunder sempre al comando, ma con le inseguitrici pronte a sfruttare ogni passo falso.
Houston e Cleveland non sbagliano, serata agevole anche per i Clippers
Nel novero delle squadre che hanno risposto presente alla prima chiamata post-pausa ci sono senza dubbio gli Houston Rockets, bravi a imporre la propria legge in casa degli Charlotte Hornets nonostante i 35 punti concessi a un Kevin Durant versione clutch. Per i padroni di casa, non sono bastati i 20 punti di Grant Williams e un intero quintetto in doppia cifra a evitare la sconfitta. Discorso simile per i Cleveland Cavaliers e per i Los Angeles Clippers, entrambi autori di vittorie agevoli e prive di particolari patemi, che confermano il loro status di contender in due conference sempre più livellate. Vittorie che permettono di mantenere il passo in una classifica che, partita dopo partita, inizia a delineare le gerarchie per i playoff.




