Bologna, notte di guerriglia dopo Virtus-Maccabi. Il sindaco Lepore attacca Piantedosi
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Redazione Interno
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La previsione di una serata complicata, che per giorni aveva agitato il dibattito pubblico e le stanze della politica, si è purtroppo materializzata in tutta la sua violenza, trasformando il centro di Bologna in un campo di battaglia improvvisato. Quello che doveva essere un evento sportivo, la partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, è degenerato in uno scontro frontale tra forze dell'ordine e gruppi di manifestanti, i quali hanno dato vita a una guerriglia urbana che ha tenuto in ostaggio mezza città. Turisti e residenti, molti dei quali impossibilitati a rientrare nelle proprie abitazioni, hanno assistito increduli a una scena caotica e pericolosa, mentre il centro storico veniva sconvolto da un escalation di tensioni che molti avevano temuto ma che non era stata sufficientemente scongiurata.
Il bilancio di una notte violenta
Il copione degli scontri, purtroppo non inedito in simili circostanze, ha visto come protagonisti fumogeni che oscuravano la vista, bombe carta il cui boato rompeva l'assedio dei canti, e fuochi d'artificio lanciati senza alcun controllo. A questo si sono aggiunti i lanci di bottiglie e sampietrini, mentre cassonetti e motorini, dati alle fiamme o ammassati, diventavano barricate per ostacolare l'intervento delle forze dell'ordine. I danni ai cantieri e all'arredo urbano sono stati ingenti, stimati in diverse decine di migliaia di euro, a testimoniare un impatto materiale che si aggiunge a quello, ben più profondo, sulla percezione di sicurezza e sulla normale vita cittadina.
Le scuse e l'attacco del sindaco
A caldo, la mattina successiva, è sceso in campo il primo cittadino Matteo Lepore, il quale ha scelto un tono di netta contrapposizione con il governo. "Chiedo io scusa ai cittadini", ha dichiarato Lepore, sottolineando come nessun altro, a suo dire, tra le istituzioni nazionali, avesse ritenuto di doversi assumere questa responsabilità. Le sue parole, cariche di frustrazione, hanno definito "sconsiderata" e "disastrosa" la gestione dell'ordine pubblico da parte del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, contro il quale il sindaco ha annunciato un gesto simbolico ma significativo: l'invio della fattura per il risarcimento dei danni pubblici, un atto che segna un solco profondo nella gestione dell'emergenza.
Le polemiche sulla gestione
Quella di Lepore non è una reazione isolata nel tempo, bensì l'epilogo di un braccio di ferro protrattosi per giorni con il Viminale. Il comune aveva infatti cercato, senza successo, di posticipare o spostare la partita, ritenendo che la sua disputa in un momento di così alta tensione internazionale potesse rappresentare un rischio concreto per l'ordine pubblico. La decisione di procedere comunque con l'incontro al PalaDozza, nonostante gli allarmi lanciati dall'amministrazione locale, è stata quindi il presupposto di una notte che ha lasciato sul campo non solo danni materiali, ma anche un profondo strascico di polemiche istituzionali sulla capacità di prevenire e gestire simili situazioni di conflitto.




