Papa Leone XIV ad Assisi, preghiera silenziosa sulla tomba di San Francesco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In una mattina umida e ventosa di novembre, segnata dal cielo grigio e da una pioggia insistente, Papa Leone XIV ha fatto il suo ingresso ad Assisi, dando inizio alla sua prima visita in Umbria. Giunto in elicottero dalla capitale, ha percorso in auto la piazza antistante la Basilica di San Francesco, dove lo attendevano i frati del Sacro Convento per un momento di intenso raccoglimento. La prima tappa del suo itinerario, che lo vedrà poi protagonista a Santa Maria degli Angeli per la chiusura dei lavori dell'assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, è stata dedicata a un gesto di profonda spiritualità, lontano dai riflettori e dal clamore mediatico.

Un momento di raccoglimento nella cripta

È stata una preghiera silenziosa e solitaria, quella che il Pontefice ha elevato davanti alla tomba del Santo di Assisi, nella penombra della cripta sottostante la Basilica Inferiore. Senza che alcuna fotografia o ripresa televisva potesse immortalare quel frangente, riservato esclusivamente a lui e ai religiosi che lo accompagnavano, anche loro immersi in un devoto silenzio. Un atto di fede privato, dunque, che ha assunto un significato pubblico proprio per la sua essenziale riservatezza, sottolineando il legame spirituale con una figura, quella di Francesco, che continua a rappresentare un faro per la Chiesa.

Le parole del Papa e il richiamo alla speranza

Al termine di quel momento intimo, Papa Leone XIV ha rivolto poche ma significative parole, definendo "una benedizione" la possibilità di trovarsi in quel "luogo sacro". Ha quindi colto l'occasione per guardare al futuro, ricordando l'imminente anniversario degli ottocento anni dalla morte del Patrono d'Italia. "Questo ci dà modo di prepararci per celebrare questo grande umile e povero Santo", ha affermato, "mentre il mondo cerca segni di speranza". Una dichiarazione che, nel suo stile colloquiale e naturale, lega il passato al presente e indica nella figura del Poverello un riferimento per l'oggi.

Il prosieguo della giornata umbra

Dopo la sosta nella Basilica, l'agenda del Pontefice prosegue con il trasferimento a Santa Maria degli Angeli, dove presiederà la conclusione degli lavori dell'ottantunesima assemblea generale dei vescovi italiani. In seguito, è previsto il pranzo a Montefalco, ospitato dalle monache agostiniane, un altro momento che coniuga il viaggio pastorale con la dimensione del raccoglimento e dell'incontro. L'intera giornata, articolata in diverse tappe, si configura non solo come un adempimento formale, ma come un percorso ricco di simboli e di significati, che tocca alcuni dei luoghi più rappresentativi della spiritualità francescana.

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