La debolezza alla mano che Eric Dane aveva scambiato per un affaticamento prima della diagnosi di Sla
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La consapevolezza di una malattia che ti cambierà la vita per sempre, nella maggior parte dei casi, non arriva con un fragore improvviso, bensì si insinua attraverso dettagli minimi, quasi trascurabili, che solo a posteriori rivelano la loro tragica importanza. Per Eric Dane, l'attore che il pubblico aveva imparato ad amare nei panni del carismatico dottor Mark Sloan in Grey's Anatomy, il campanello d'allarme fu una sensazione di debolezza alla mano destra, un fastidio che lui stesso, come ha poi raccontato in un'intervista a Good Morning America con Diane Sawyer, aveva inizialmente liquidato come un banale affaticamento, forse dovuto all'uso eccessivo del telefono -1-10. Quella che all'inizio del 2024 poteva sembrare una sciocchezza, però, nel giro di poche settimane mostrò un peggioramento inesorabile, trasformandosi in un'impotenza funzionale sempre più marcata che lo spinse, suo malgrado, a intraprendere un percorso medico lungo e tortuoso -9-10.
Da quelle prime, insospettabili avvisaglie aveva avuto inizio un lungo e frustrante percorso di visite mediche per capire che cosa stava accadendo. «Prima sono andato da uno specialista della mano, che mi ha mandato da un altro specialista. Quindi mi hanno dato una visita con un neurologo, che mi ha rimandato a un altro collega, il quale mi ha detto: "Questa situazione va oltre le mie competenze"». Furono necessari circa nove mesi di consulti e analisi prima che, all'inizio del 2025, i medici potessero ricomporre i pezzi di quel puzzle clinico e pronunciare le tre lettere che gli avrebbero cambiato l'esistenza, la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica -10. Un verdetto che Dane non avrebbe più dimenticato, un pensiero fisso dal momento del risveglio, e che lui scelse di condividere pubblicamente nell'aprile di quello stesso anno con una dichiarazione al settimanale People, esprimendo gratitudine per il sostegno della famiglia e la volontà di continuare a lavorare finché possibile, trasformando ben presto la propria esperienza in una missione di sensibilizzazione -1-5.
Il messaggio segreto per le figlie e la mobilitazione per il loro futuro
Quando ormai la malattia, che gli aveva già tolto l'uso del braccio destro e lo costringeva su una sedia a rotelle, progrediva in modo inesorabile, Dane volle lasciare un segno tangibile del suo amore per le figlie, Billie, di quindici anni, e Georgia, che ne ha quattordici, avute dall'attrice Rebecca Gayheart -2-4. Lo fece registrando un'intervista per il format Famous Last Words di Netflix, un'idea originale danese in cui i personaggi noti rilasciano una lunga conversazione, condotta da Brad Falchuk, che viene mandata in onda solo dopo la loro scomparsa, e che nel caso dell'attore è stata resa disponibile proprio il giorno seguente alla sua morte, avvenuta il 19 febbraio -2-3. Nella parte più intima di quell'ultimo commiato, rimasto in segreto fino alla fine, Dane si rivolse direttamente alle sue ragazze con la voce roca, esortandole a vivere nel presente, a innamorarsi e a lottare con ogni fibra del proprio essere, con dignità, fino all'ultimo respiro, perché se la Sla poteva aver distrutto il suo, non aveva mai scalfito il suo spirito -2.
La scomparsa dell'attore, sopraggiunta a cinquantatré anni, ha lasciato la famiglia non solo nel dolore ma anche in una situazione economica complessa, una realtà, quella dei costi proibitivi delle cure per malattie neurodegenerative come la Sla negli Stati Uniti, su cui hanno richiamato l'attenzione diversi colleghi e amici. Per questo, subito dopo la morte, è stata attivata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe con l'obiettivo dichiarato di raccogliere cinquecentomila dollari, una cifra pensata per garantire un futuro e una certa stabilità alle due figlie adolescenti, e la risposta è stata immediata e commovente -3. Grandi donazioni sono arrivate da volti noti di Hollywood, a testimonianza del posto speciale che Dane occupava nel cuore di chi lo aveva conosciuto: il regista di Euphoria Sam Levinson con la moglie ha versato ventisettemila dollari, Hailey Bieber ne ha donati ventimila, mentre lo stesso Brad Falchuk e il produttore Randall Emmett hanno contribuito con diecimila dollari ciascuno, permettendo alla somma raccolta di avvicinarsi rapidamente al traguardo prefissato -3.
L'impegno nella sensibilizzazione e il sostegno dei colleghi di una vita
Eric Dane non aveva mai voluto ridurre la sua identità a quella di un malato; piuttosto, aveva scelto di aggiungere questa nuova consapevolezza al suo essere attore e padre, diventando un fervente sostenitore della ricerca e un punto di riferimento per l'associazione I AM ALS. Con la voce segnata dalla patologia, ma con lo spirito intatto, aveva partecipato a incontri istituzionali e girato appelli video per sollecitare percorsi di cura più rapidi e finanziamenti essenziali, ricordando a tutti che il progresso è possibile quando ci si rifiuta di rimanere in silenzio -8. In un'intervista aveva dichiarato di voler vedere le sue figlie laurearsi e sposarsi, e che per questo avrebbe lottato fino all'ultimo respiro, un impegno che ha mantenuto fino alla fine, lavorando anche alla scrittura di un libro di memorie con l'aiuto della giornalista Maria Shriver e comparendo in serie come Brilliant Minds, dove interpretava un pompiere malato di Sla -4-9.
A testimoniare il profondo affetto che lo legava al cast della serie che lo aveva reso celebre, sono arrivate le parole toccanti di chi con lui aveva condiviso il set del Seattle Grace Hospital. Patrick Dempsey, l'interprete del dottor Derek Shepherd, ha rivelato di averlo sentito fino a poche settimane prima, constatando purtroppo che la rapida progressione della malattia gli aveva impedito di partecipare a un suo progetto -1. Ellen Pompeo, la dottoressa Meredith Grey, ha invece raccontato di come, dopo aver appreso della diagnosi, gli avesse scritto un messaggio per dirgli che c'era, ricevendo una telefonata dopo soli trenta secondi, a riprova di un legame che andava oltre i personaggi interpretati e che ha trasformato l'attore in un esempio di coraggio per l'intera comunità -1.




