Eric Dane, la battaglia contro la Sla tra sedia a rotelle e una nuova sfida sul set
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'attore, che il pubblico globale ricorda per aver vestito i panni del fascinoso chirurgo Mark Sloan in "Grey's Anatomy" e quelli del tormentato Cal Jacobs in "Euphoria", prosegue il suo personale e difficile confronto con una patologia neurodegenerativa. Ad Eric Dane, infatti, nello scorso aprile è stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia che, come egli stesso ha più volte riconosciuto, non lascia scampo e che comporta un progressivo ed inesorabile deterioramento delle funzioni motorie.
Il racconto dei cambiamenti e la determinazione
Partecipando recentemente ad un dibattito online organizzato da IAMALS.org, Dane ha descritto senza veli l'evoluzione della sua condizione, offrendo un quadro che spazia dalla perdita di mobilità nelle braccia alle alterazioni nella fonazione, fino alla necessità di servirsi ormai stabilmente di una sedia a rotelle per gli spostamenti. "Sto sempre peggio", ha ammesso con schiettezza, delineando un percorso fisico che, negli ultimi mesi, lo ha reso visibilmente più esile, come hanno notato alcuni osservatori all'aeroporto di Toronto, dove è stato aiutato da un amico a salire sul mezzo. Ciò nonostante, la sua dichiarazione d'intenti rimane ferma e risuona come una promessa a se stesso: "Continuerò a recitare". Una determinazione che si è concretizzata, nonostante tutto, nella recente partecipazione ad un episodio speciale della serie "Brilliant Minds", dove ha interpretato Matthew, un pompiere eroico affetto dalla stessa malattia.
Le ragioni di una resilienza
A sostenere questa resilienza, che lo spinge a definire il suo impegno come una lotta che porterà avanti "fino all'ultimo respiro", c'è soprattutto il legame con la sua famiglia. Dane ha infatti due figlie, Billie Beatrice e Georgia Geraldine, avute dalla relazione con l'attrice Rebecca Gayheart, dalla quale non ha mai ufficialmente divorziato nonostante la separazione annunciata ormai diversi anni fa. È proprio a loro che l'attore ha dedicato parole piene di speranza in un video diffuso attraverso i social, affermando di volerle vedere "laurearsi, sposarsi e magari avere dei nipotini". Un futuro da immaginare e da attendere, che si trasforma in motore quotidiano per affrontare le sfide poste da quella che lui stesso ha definito "una malattia terribile".
La consapevolezza di una condizione irreversibile
La Sla, che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale privando progressivamente del controllo muscolare, è una condizione della quale Dane è perfettamente consapevole nella sua irreversibilità. La sua scelta di parlarne pubblicamente, però, non sembra dettata da rassegnazione quanto piuttosto dal desiderio di testimoniare una realtà, mantenendo al contempo un'agenda professionale attiva. La sua storia, dunque, non si limita alla cronaca di un deterioramento fisico, ma si articola come il resoconto di un adattamento forzato a nuove limitazioni, dove la passione per il mestiere e l'affetto per i legami più cari tentano di ritagliare uno spazio vitale nonostante il progredire della patologia.




