Meloni riparte dalle tre «S» e dal piano casa, le opposizioni attaccano ma il governo accelera

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Incassata la sberla delle urne – un verdetto che, nonostante i toni dimessi del premier, ha scosso più di un palazzo romano – Giorgia Meloni ha scelto di ignorare le sirene, sempre insistenti in questi frangenti, del rimpasto o di un ricorso anticipato alle urne. La presidente del Consiglio, nella sua informativa alla Camera del 9 aprile, ha invece tracciato una linea netta, concentrandosi su ciò che, a suo dire, rappresenta il nocciolo degli interessi nazionali: le tre «S». Soldi, salute e sicurezza: un trittico classico, riletto però in chiave di consolidamento fiscale e intervento sociale, lontano dalle fibrillazioni tattiche che molti dei suoi avrebbero voluto imporle dopo la batosta referendaria. Non un ripiegamento difensivo, insomma, ma un’accelerazione sull’agenda economica, con l’obiettivo dichiarato – mai scontato in questa fase – di blindare la crescita e ridurre il carico fiscale.

L’accelerazione sul fisco e il cantiere lavoro

«Compatibilmente con il quadro della finanza pubblica – ha spiegato Meloni nell’aula di Montecitorio – continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese, perché questo avevamo promesso e questo continueremo a fare anche con la prossima legge di Bilancio». Una frase, la sua, che non lascia spazio a interpretazioni alternative: il governo intende portare avanti la riduzione delle tasse, pur nella forchetta stretta dei conti, e contestualmente rafforzare quel mercato del lavoro che, se da un lato ha visto crescere l’occupazione stabile, dall’altro continua a scontare la piaga dei salari bassi. Proprio su quest’ultimo fronte, l’esecutivo sta mettendo a punto nuove regole contro il cosiddetto “lavoro povero”, misure che dovrebbero vedere la luce a partire da maggio. Non un elenco di provvedimenti tecnici, ma una linea chiara: consolidare le tutele dove sono deboli, intervenire su quella zona grigia fatta di stipendi insufficienti e contratti fragili. Meloni ha rivendicato alcuni risultati – senza però addentrarsi in cifre – e ha annunciato interventi strutturali, legandoli a doppio filo con la prossima manovra.

Il grande piano casa e lo scontro con il M5S

Dove lo scontro politico si fa però più aspro è sul versante delle infrastrutture abitative. Il governo, con il ministro Salvini in prima fila, ha annunciato un «piano casa senza precedenti»: un’iniziativa che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe rispondere a una domanda di abitazioni sempre più pressante, specie nei grandi centri urbani. Ma è proprio qui che si inserisce la bordata del Movimento 5 Stelle. Il deputato Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente, ha demolito l’annuncio con una battuta secca: «Piano senza precedenti? Più che altro senza soldi». Santillo ha notato come la premier, nel suo intervento alle Camere, si sia ben guardata dal rivelare l’ammontare delle risorse effettivamente destinate al progetto, limitandosi a slogan ambiziosi. «Meloni ieri in aula e Salvini oggi sui giornali si sono detti pronti a varare un Piano Casa senza precedenti – ha dichiarato il pentastellato – ma senza cifre e senza coperture resta una bolla di parole». Una critica, la sua, che mira a smontare l’operazione comunicativa prima ancora che quella tecnica, alimentando il braccio di ferro tra i due fronti.

Le opposizioni allo scoperto, il governo va avanti

Al campo largo, intanto, non restano che gli insulti. La frase, affidata ai resoconti di agenzia, fotografa un clima politico ormai polarizzato, dove il dialogo tra maggioranza e centrosinistra (e M5S) è ridotto ai minimi termini. Meloni, dal canto suo, sembra aver scelto la strada dell’ignoramento selettivo: non replica punto su punto alle polemiche, non annuncia scossoni né cerimonie di palazzo. Incassa la sberla, come si diceva, e rilancia. L’asse programmatico resta ancorato alle tre «S» e al grande piano casa, anche se i dettagli di quest’ultimo – a cominciare dalle risorse stanziate – appaiono ancora sfuggenti. Quello che emerge chiaramente, al di là delle bordate dialettiche, è un governo che intende blindare l’agenda economica e sociale senza farsi distrarre dalle urne o dalle pressioni interne. Il lavoro povero, il taglio delle tasse e le nuove regole sui salari bassi diventeranno banchi di prova concreti già nei prossimi mesi, a partire da maggio. E sarà lì, semmai, che si misurerà la distanza tra le promesse e i fatti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.