Meloni alla Camera, scontro con Schlein e Conte mentre Magi è assente
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Redazione Interno
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Roma, 14 maggio – Un question time più acceso del previsto, quello che ha visto protagonista Giorgia Meloni alla Camera, tra duelli verbali con Elly Schlein e Giuseppe Conte e l’assenza, non troppo sorprendente, di Riccardo Magi, definito ormai "fantasma" per le sue ripetute mancanze in aula. Se il governo era schierato quasi al completo – eccezion fatta per i due vicepremier, Antonio Tajani impegnato in Turchia per la Nato e Matteo Salvini diviso tra il Foro Italico e un evento con la comunità romena –, l’opposizione ha mostrato ancora una volta frammentazione e scarsa incisività.
La premier, che ha affrontato interrogazioni su temi disparati – dalla difesa alla sanità, dal disagio giovanile agli stipendi delle forze dell’ordine –, ha mantenuto un controllo quasi imperturbabile, salvo lasciarsi andare a una stizzita replica finale verso Schlein: "Ma perché si è fatta fregare così?". Una reazione che ha rotto il tono misurato tenuto fino a quel momento, nonostante le provocazioni di Conte, il quale, secondo Meloni, "oggi fa l’antimilitarista, ma da premier la pensava diversamente".
L’attesa per questo dibattito era alta, considerando che la presidente del Consiglio mancava da oltre un anno dal question time, ma il confronto, pur animato, non ha prodotto svolte significative. Tra le accuse incrociate, le domande retoriche e le risposte serrate, l’aula ha assistito a uno scambio che, al netto di qualche punta di tensione, è scivolato via senza veri strappi.




