Merate piange Giuseppe Crippa, fondatore di Technoprobe: camera ardente aperta a tutti
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Redazione Interno
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La scomparsa di Giuseppe Crippa, fondatore e presidente onorario di Technoprobe, ha lasciato un vuoto profondo non solo nell’azienda che aveva creato, ma anche nel territorio di Merate, dove l’imprenditore – morto sabato 5 luglio a 90 anni – aveva scelto di vivere e lavorare con discrezione. Per l’ultimo saluto, la camera ardente è stata allestita nella sede della società, aperta al pubblico dalle 12 alle 19, mentre alle 17 è previsto un momento di preghiera condiviso. Le esequie, invece, si svolgeranno in forma strettamente privata, come voluto da chi, in vita, aveva sempre preferito evitare i riflettori.
Nato nel maggio 1934, Crippa aveva rivoluzionato il settore dei semiconduttori fondando Technoprobe, oggi tra le poche realtà al mondo specializzate nella produzione di Probe Cards, interfacce elettromeccaniche fondamentali per testare i chip. Un’intuizione che, dopo anni di lavoro, lo aveva portato a diventare miliardario: il suo patrimonio, stimato in 4,1 miliardi di euro, era però lontano dall’essere ostentato. Anzi, chi lo conosceva bene racconta di un uomo schivo, legato ai valori dell’umiltà e del rispetto, tanto da scegliere persino l’ospedale pubblico per le cure mediche.
Proprio in quell’ambiente, dove era stato seguito dai medici della UOC Ortopedia e Traumatologia di Merate, era emerso il suo profilo più autentico. «Non l’ho conosciuto come imprenditore, ma come paziente», ha ricordato un medico, sottolineando come Crippa avesse affrontato la malattia con una rara dignità, senza lasciarsi sopraffare dalla paura o dalla rabbia. Un atteggiamento coerente con una vita spesa lontano dai clamori, nonostante il successo.




