Tragico schianto sulla Sora-Avezzano: tir precipita da un viadotto e uccide l’autista 67enne
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Redazione Interno
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Un boato sordo, una colonna di polvere che si alza improvvisamente nella vallata e poi quel silenzio irreale che, nei drammi della strada, finisce sempre per avere il sapore amaro della rassegnazione. È questo il quadro emerso nel pomeriggio di ieri lungo la superstrada del Liri, all’altezza del territorio di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, dove un uomo di 67 anni, originario della provincia di Roma, ha perso la vita dopo essere precipitato con il suo mezzo pesante da un viadotto. L’incidente, che ha sconvolto la quiete della Marsica, ha richiesto l’intervento massiccio dei soccorsi e imposto la chiusura totale dell’arteria, gettando nel caos la viabilità delle valli circostanti.
Un volo nel vuoto di decine di metri dopo lo sfondamento delle barriere
Secondo una prima, seppur frammentaria, ricostruzione degli eventi, l’uomo stava percorrendo la Strada Statale 690 in direzione Avezzano, probabilmente per motivi di lavoro, quando, all’improvviso, ha perso il possesso del veicolo. Le cause di questo sbandamento – che potrebbero essere riconducibili a un malore improvviso, a un’errata manovra o a un guasto meccanico – sono al momento al vaglio delle forze dell’ordine, le quali hanno avviato accertamenti approfonditi per chiarire la dinamica. Quel che è certo è che il tir, dopo aver urtato le protezioni laterali, ha divelto il guardrail con una violenza inaudita, finendo per librarsi nel vuoto per diversi metri prima di schiantarsi al suolo. L’impatto, come facilmente intuibile, non ha lasciato scampo al conducente, deceduto praticamente sul colpo nonostante l’arrivo immediato dell’eliambulanza del 118, il cui intervento si è rivelato purtroppo inutile.
Chiusura della SS690 e disagi alla circolazione nella Marsica
La mole del mezzo pesante e la necessità di effettuare i rilievi del caso hanno costretto le autorità a disporre la chiusura del tratto stradale in entrambi i sensi di marcia, generando inevitabili ripercussioni sul traffico locale. L’arteria, che rappresenta un collegamento cruciale tra il Lazio e l’Abruzzo, è stata dunque interdetta ai veicoli tra lo svincolo di Canistro e quello di Civitella Roveto, con la viabilità che è stata deviata sulla rete secondaria. Questa soluzione, sebbene necessaria per permettere ai vigili del fuoco di mettere in sicurezza l’area e ai carabinieri di svolgere i sopralluoghi, ha però causato lunghe code e forti rallentamenti, in particolare lungo la SR 82, dove il traffico è stato letteralmente risucchiato dalle deviazioni.
I rilievi e le indagini per ricostruire l’esatta dinamica
Sul luogo del disastro, oltre ai soccorritori, sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, i quali hanno setacciato l’asfalto alla ricerca di indizi utili a comprendere l’esatta sequenza dei fatti. L’attenzione degli inquirenti è focalizzata non solo sullo stato di manutenzione del mezzo, ma anche sulle condizioni psico-fisiche in cui versava il conducente nei momenti immediatamente precedenti lo schianto. Si tratta, in sostanza, di escludere o confermare l’ipotesi del malore, una tragica evenienza che, se accertata, getterebbe una luce ancora più tetra su una vicenda già di per sé drammatica. La salma dell’uomo, un 67enne con ogni probabilità residente nella Capitale, è stata recuperata dai caschi rossi e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’eventuale disposizione di un esame autoptico.




