Meloni cerca l’asse con Merz per arginare Macron, mentre i dazi Usa dividono l’Europa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Giorgia Meloni sta lavorando a un’intesa con il leader tedesco Friedrich Merz, nel tentativo di bilanciare l’influenza di Emmanuel Macron sulle politiche economiche europee. L’obiettivo è trovare una posizione comune sulla questione dei dazi, che Trump ha riportato al centro della scena con una serie di misure protezionistiche. La proposta di una tassazione del 10%, considerata da alcuni un «male minore», sembra essere uno dei pochi punti su cui Berlino e Roma potrebbero convergere, nonostante le divergenze su altri fronti.

Tra i settori più colpiti c’è quello dell’acciaio di alta qualità, prodotto in Italia con forni elettrici di grandi dimensioni e venduto anche agli Stati Uniti, che lo utilizzano persino per scopi militari. Il paradosso è che Washington, pur imponendo dazi, non dispone di una produzione interna equivalente: l’acciaio con quelle specifiche caratteristiche di resistenza e durezza semplicemente non esiste oltreoceano. Una contraddizione che rende le misure protezionistiche americane, secondo alcuni analisti, «economicamente insensate».

Dal 2 aprile scorso, quando Trump ha lanciato la sua offensiva commerciale ribattezzata «Liberation Day», le tensioni non hanno fatto che crescere. La Casa Bianca ha innescato una spirale di ritorsioni, costringendo alleati e avversari a rivedere le proprie strategie. Meloni, da parte sua, spinge per chiudere rapidamente la partita, evitando che l’incertezza danneggi ulteriormente i mercati. A Bruxelles si discute della possibilità di una proroga, ma il premier italiano sembra preferire un accordo immediato, anche per scongiurare ulteriori contraccolpi.

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