Il diavolo veste Prada 2, Adrian Grenier e l’assenza di Nate: “Forse è colpa delle critiche”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’attesa per il ritorno nelle sale di Miranda Priestly e della sua temutissima redazione raggiunge livelli altissimi, con l’uscita italiana fissata per il 29 aprile e quella americana per il primo maggio, un’ombra si allunga sul cast del sequel. Tra i tanti volti noti che riprenderanno i loro ruoli, da Anne Hathaway a Emily Blunt, passando per Stanley Tucci, una presenza manca all’appello, quella di Adrian Grenier, che nel film del 2006 interpretava Nate, il fidanzato di Andy. L’attore, intervistato da Page Six e da altre testate internazionali, ha rotto il silenzio su questa esclusione, offrendo una lettura che lega il suo mancato coinvolgimento alla ricezione negativa che il personaggio ha avuto negli anni da parte del pubblico.
A quasi vent’anni dall’uscita della pellicola, la figura di Nate Cooper è stata rivalutata dagli spettatori, molti dei quali lo hanno etichettato come il vero antagonista della storia, un freno alle ambizioni professionali di Andy, reo di non supportarla a dovere durante la sua folgorante carriera nel mondo della moda. Grenier, che dell’assenza nel cast ha parlato con una punta di rammarico, ha confessato di non aver ricevuto alcuna chiamata per prendere parte al progetto, ipotizzando che siano state proprio quelle critiche, quel "backlash" come lo definisce lui, a convincere i produttori a lasciarlo fuori dalla storia. Un’amarezza, la sua, che non si trasforma però in astio, visto che l’attore si dice comunque un fan del primo film e curioso di vedere cosa combineranno i vecchi e i nuovi personaggi in questo secondo capitolo.
Il personaggio di Nate e la svolta professionale di Andy
Il Nate del primo film era un ragazzo apparentemente semplice, un cuoco con i piedi per terra che faceva fatica a comprendere e a tollerare la nuova vita della fidanzata, sempre più assorbita dagli impegni e dalle folli richieste di Miranda Priestly. Una dinamica, quella del ragazzo lasciato indietro mentre la partner si realizza, che ha portato molti a rivedere il personaggio in chiave critica, riconoscendogli un atteggiamento possessivo e poco incline a lasciar spazio alle ambizioni altrui. Lo stesso Grenier, in una riflessione fatta qualche anno fa con Entertainment Weekly, aveva ammesso di aver rivalutato la parte, comprendendo col tempo le ragioni di chi lo indicava come "il vero diavolo" della situazione: all’epoca, dice, era probabilmente immaturo quanto Nate e non ne vedeva i difetti, ma il confronto con i fan e il passare degli anni gli hanno aperto gli occhi.
L’assenza di Nate, in questo senso, diventa quasi speculare al percorso di crescita di Andy Sachs. Nel sequel, la vedremo tornare sulla scena come una professionista affermata, pronta a incrociare di nuovo lo sguardo con la sua ex capa e a muoversi con disinvoltura tra i piani alti dell’editoria e della moda. Un’evoluzione, quella del personaggio di Hathaway, che difficilmente avrebbe potuto trovare spazio accanto a un compagno rimasto ancorato ai valori e alle priorità di vent’anni prima, e la scelta di non includere Grenier nella sceneggiatura appare, agli occhi di molti, come la naturale conseguenza di una storia che ha voltato pagina.
L’hype del sequel e un gadget da collezione già virale
Se da un lato le dichiarazioni di Grenier alimentano il dibattito sui social e tra i fan più attenti, dall’altro la macchina del marketing per Il diavolo veste Prada 2 è già in moto a pieno regime. La catena AMC Theatres, insieme ad altre, ha svelato quello che promette di essere l’accessorio più chiacchierato della stagione: un secchiello per popcorn in edizione limitata realizzato a forma di borsa, rigorosamente rossa e in gomma, completa di catenella e di un portachiavi a forma di stiletto con il tacco a spillo. Un gadget che gioca apertamente con l’immaginario patinato del film e che ha già scatenato la caccia all’acquisto tra i collezionisti, tanto che il pacchetto promozionale che lo includeva, venduto su Fandango, è andato subito esaurito.
Lo stesso account social del 20th Century Studios ha cavalcato l’onda dell’ironia, pubblicando un video in cui Meryl Streep, nei panni di Miranda, regge la borsa con la stessa naturalezza con cui sfoggerebbe una vera it-bag, accompagnando il tutto con una didascalia che la definisce "l’accessorio più hot della stagione". Un’operazione, questa, che mischia sapientemente il culto per la pellicola originale con una strategia promozionale moderna, capace di trasformare un semplice contenitore per popcorn in un fenomeno virale, destinato a fare bella mostra di sé sui social e, chissà, magari anche a qualche evento mondano.
Un cast ricco di ritorni e new entry
Ad ogni modo, al netto delle assenze e del merchandising, il cuore del film rimane il suo cast. Oltre ai già citati ritorni di Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, la pellicola diretta ancora da David Frankel vanta una serie di new entry di assoluto rilievo. Tra queste spiccano i nomi di Kenneth Branagh, che interpreterà l’interesse sentimentale di Miranda, e di Patrick Brammall, che sarà invece il nuovo compagno di Andy. Completano il quadro attori del calibro di Lucy Liu, Justin Theroux, e la partecipazione lampo di Lady Gaga, avvistata sui set milanesi.
Una miscela di volti noti e nuove leve che promette di riportare il pubblico nell’affascinante e spietato mondo della moda, questa volta alle prese con le sfide della digitalizzazione e della crisi della carta stampata. E se per Nate non c’è spazio in questo nuovo inizio, Adrian Grenier, dal canto suo, scherza sull’ipotesi di uno spin-off tutto per sé, un film dedicato al personaggio in cui poter finalmente esplorare le sue vicende lontano dai riflettori di Runway.




