Venezia, Stroppa in bilico dopo cinque sconfitte: “Se fossi il presidente non mi caccerei”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Venezia sta attraversando una crisi profonda. Dopo cinque giornate di Serie A, la squadra lagunare non ha ancora conquistato un solo punto e occupa stabilmente l’ultimo posto in classifica. La serie negativa di sconfitte consecutive è arrivata a quota cinque, mentre l’ultima vittoria in massima serie risale ormai a diciassette partite fa, quando sulla panchina sedeva ancora Giovanni Stroppa ai tempi del Crotone. Con l’arrivo della sosta per le nazionali, il futuro dell’allenatore è diventato il tema centrale in casa arancioneroverde.

Al termine della sconfitta interna per 0-2 contro la Lazio, giocatori e staff tecnico si sono recati sotto la curva per affrontare la vibrante contestazione dei tifosi. Nonostante il clima rovente, Stroppa non ha mostrato intenzione di fare un passo indietro. “Se fossi il presidente non mi caccerei”, ha dichiarato ai giornalisti presenti. Il tecnico ha poi spostato l’attenzione sul criterio di valutazione del suo operato: esiste un “lavoro straordinario” da portare avanti, ma la decisione non spetta a lui.

Secondo Stroppa, la discriminante sarà capire se la dirigenza intende giudicare i risultati oppure il lavoro svolto sul campo.

L’allenatore ha cercato di argomentare la propria posizione partendo dalla prestazione offerta contro i biancocelesti. Ha definito il primo tempo “eccezionale”, sottolineando che la sua squadra ha effettuato sei tiri contro i due degli avversari. A suo avviso, l’intervento del portiere della Lazio e il calcio di rigore assegnato agli ospiti hanno cambiato l’inerzia della gara. La classifica, ha aggiunto, non rispecchia quanto di buono la squadra ha prodotto fino a questo momento.

Subito dopo il fischio finale, il direttore generale Filippo Antonelli ha avviato un confronto con i rappresentanti della proprietà per fare il punto sulla situazione. Fino a quel momento, la linea del club era stata improntata alla difesa dell’operato di Stroppa, anche in considerazione dell’emergenza infortuni che ha pesantemente condizionato la rosa. Tuttavia, la pressione dell’ambiente e l’assenza di segnali di ripresa hanno reso il confronto inevitabile.

Stando a quanto filtrato nelle ore successive, la volontà iniziale della società era quella di proseguire con l’attuale guida tecnica, ma la quinta sconfitta stagionale ha incrinato questa convinzione. Per Stroppa si tratterebbe di una situazione già vissuta: con il Monza ottenne una promozione storica, seguita però da un esonero quasi immediato.

Sul fronte dei possibili sostituti, lo scenario è in continua evoluzione. Igor Tudor, indicato inizialmente come favorito, avrebbe rifiutato la proposta del Venezia. Il tecnico croato, che ha recentemente avuto una breve esperienza al Tottenham con sette partite di cui una sola vittoria, non sarebbe dunque destinato a sedere sulla panchina lagunare.

Con il ritiro di Tudor, la candidatura di Roberto D’Aversa ha guadagnato terreno nelle ultime ore. L’allenatore cinquantunenne ha guidato il Torino nella seconda metà della scorsa stagione, conducendolo a una tranquilla salvezza. In precedenza aveva maturato esperienze su panchine come Lecce, Sampdoria, Parma ed Empoli, dimostrando una spiccata propensione per la gestione di squadre in lotta per la permanenza in categoria. Il Parma avrebbe però messo gli occhi su di lui come possibile alternativa a Cuesta.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.