Atalanta-Venezia 3-1: Krstovic trascina la Dea, Stroppa resta a secco
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Redazione Sport
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Un'altra sconfitta, l'ennesima, per un Venezia che a Bergamo ha giocato per lunghi tratti alla pari, ma che alla fine è uscito dal campo con zero punti e la sesta sconfitta in altrettante giornate di campionato. L'Atalanta di Maurizio Sarri si è imposta 3-1 alla New Balance Arena, chiudendo la pratica nella prima mezz'ora con un uno-due devastante firmato Kessié e Krstovic, prima che Hainaut riaprisse i conti nel finale di frazione.
Il primo tempo: trenta minuti di dominio nerazzurro
La partita si mette subito in discesa per i padroni di casa. Al 4' Kessié sblocca il risultato con un pallonetto preciso su assist di Krstovic, tornando al gol in nerazzurro dopo dieci anni esatti, dato che l'ultima rete risaliva al dicembre 2016. Tre minuti più tardi è lo stesso centravanti montenegrino a raddoppiare, svettando di testa sul cross di Elmas dalla bandierina: un colpo di testa imperioso, frutto di uno schema provato e riprovato a Zingonia, con De Ketelaere abile a liberarlo con un blocco perfetto. Il Venezia accusa il colpo, ma ha il merito di non disunirsi.
Al 30' Krstovic trova la doppietta personale, sfruttando una respinta di Stankovic sulla conclusione di Rowe, e pochi minuti dopo Hainaut accorcia le distanze con un colpo di testa sul traversone lungo di Sagrado.
La reazione del Venezia e i rimpianti della ripresa
Nella ripresa si vede un altro Venezia, più aggressivo e determinato. La squadra di Giovanni Stroppa sfiora più volte il gol del 3-2: prima Adams colpisce una traversa di testa, poi Yeboah ne centra un'altra con un sinistro potente, quindi lo stesso Adams si vede annullare una rete per un fuorigioco millimetrico. L'Atalanta, dal canto suo, si abbassa eccessivamente, concedendo spazi e occasioni a un avversario che, nonostante la classifica deficitaria, ha dimostrato di poter creare problemi a chiunque, come ha ammesso lo stesso Sarri nel dopo gara.
Nel finale, con il Venezia sbilanciato alla ricerca del gol, arriva l'espulsione di Elmas per un intervento a martello su Helgason, un'ingenuità che lascia la Dea in dieci uomini negli ultimi minuti.
Il momento delle due squadre
Per l'Atalanta si tratta della prima vittoria dopo tre sconfitte consecutive, un successo che interrompe la crisi e porta la squadra a nove punti in classifica, al decimo posto, a metà graduatoria. Il Venezia, invece, resta fermo a zero punti in sei partite, un ruolino di marcia che tiene la panchina di Stroppa in una posizione sempre più traballante. I lagunari hanno mostrato segnali di vitalità, soprattutto nella ripresa, ma la mancanza di concretezza sotto porta e le disattenzioni difensive continuano a pesare in modo determinante sul cammino della squadra.
Krstovic, la notte del centravanti
Il protagonista assoluto della serata è senza dubbio Nikola Krstovic. Il montenegrino ha chiuso la partita con due gol e un assist, risultando decisivo in tutte le fasi del gioco offensivo e chiudendo terzo per chilometri percorsi nonostante il ruolo di centravanti. Sarri lo ha elogiato per la capacità di dare profondità e di andare in pressing, caratteristiche che lo hanno reso preferibile a Scamacca per questo tipo di partita. Nel primo tempo è stato praticamente imprendibile per la difesa veneziana, con Juan Jesus e Moreno in evidente difficoltà nel contenerlo.
Nella ripresa è calato, come del resto tutta la squadra, ma la sua prestazione resta il simbolo di un'Atalanta che, quando riesce a esprimere il proprio potenziale offensivo, può diventare un avversario temibile per chiunque.
Le prospettive immediate
Il calendario non concede tregua al Venezia, che nelle prossime settimane dovrà affrontare Napoli, Inter, Como e Juventus in quattro delle prossime sei partite. Un percorso impegnativo che mette ulteriormente sotto pressione un ambiente già provato da un avvio di stagione senza vittorie. L'Atalanta, dal canto suo, proverà a sfruttare questa vittoria per ritrovare continuità e risalire la china in una classifica ancora corta nella zona centrale, dove i bergamaschi sono a ridosso del gruppo che lotta per un piazzamento europeo.
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