Il presidente Mattarella atteso a Cortina, oggi superG maschile e 15 km di biathlon
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Redazione Interno
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Cortina d’Ampezzo, nell’attesa che si concretizzi l’arrivo del capo dello Stato Sergio Mattarella – il quale, dopo essere stato questa mattina a Trento per impegni istituzionali, dovrebbe raggiungere la Conca ampezzana nel corso del pomeriggio o della prima serata – si prepara a vivere un’altra giornata densa di significato sportivo. La presenza del presidente, che sarà domani mattina sulla Tofana per assistere al superG femminile, rappresenta un passaggio altamente simbolico per questi Giochi diffusi; e lo è, questa visita, non soltanto per il crisma dell’ufficialità che Mattarella conferisce a ogni evento cui partecipa, ma anche perché il suo legame con le Olimpiadi italiane si è rinsaldato in modo viscerale, ormai da Torino 2006 in avanti, attraverso una frequentazione sobria ma costante degli scenari agonistici.
Intanto, però, il programma competitivo non concede soste. Oggi, undici febbraio, il calendario olimpico propone un’offerta tecnica fra le più articolate dall’inizio della rassegna: si assegnano otto titoli, spalmati su quattro sedi e sei discipline, con l’Italia chiamata a confermare la propria invidiabile capacità di andare a podio in modo trasversale. Il primo appuntamento, alle 10, è per i cultori della combinata nordica: a Predazzo va in scena il Gundersen dal trampolino piccolo, specialità nella quale Samuel Costa, Aaron Kostner e Alessandro Pittin – reduce quest’ultimo da una carriera olimpica lunghissima – cercano il pass per le fasi successive, in una disciplina che fonde il volo con la fatica del fondo -10.
Ma è alle 11.30 che gli occhi di molti si sposteranno su Bormio, dove il superG maschile mette in palio medaglie su un tracciato che la velocità azzurra conosce bene. Giovanni Franzoni e Dominik Paris, già argento e bronzo nella discesa di sabato scorso, si presentano al cancelletto con il numero e la responsabilità di chi ha già assaggiato il podio; con loro Mattia Casse e Christof Innerhofer, atleta quest’ultimo dalla caratura tecnica indiscutibile, capace di accensioni improvvise e di letture di gara fulminee -4-10. Il clima in quota è tipicamente invernale, la pista appare scorrevole, e la concorrenza – elvetica in primis, con l’oro di discesa già finito al collo di un drappello elvetico – non lascerà certo spazio a calcoli o attendismi.
Nel pomeriggio, alle 14.15, il biathlon femminile propone ad Anterselva la prova individuale dei 15 chilometri. Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, reduci da una staffetta mista che le ha viste protagoniste nella giornata di domenica, si misurano ora con un format secco, dove il minimo errore al poligono si paga con minuti preziosi da recuperare sugli sci -4-10. Con loro Hannah Auchentaller e Michela Carrara completano un quartetto che, per esperienza e picco di forma, può ambire a inserirsi in una lotta per le posizioni che contano. È una gara, questa, che racconta molto dell’evoluzione del movimento italiano: non più soltanto episodi isolati, ma continuità di rendimento ai massimi livelli mondiali.




