La Juve di Comolli: fiducia, dubbi e un futuro da scrivere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Damien Comolli, presentandosi come nuovo direttore generale della Juventus, ha subito chiarito che il suo approccio non sarà timido. «Siamo la Juve, dobbiamo vincere», ha esordito, lasciando trapelare un’ambizione che i tifosi, divisi tra speranza e scetticismo, hanno accolto con prudenza. «Primo impatto positivo, ma aspettiamo le scelte sul mercato», ha scritto un utente sui social, sintetizzando un’attitudine diffusa: la necessità di vedere fatti prima di giudicare.

La conferenza, del resto, non è stata priva di sorprese. Comolli ha annunciato l’arrivo di due nuove figure dirigenziali, senza specificare ruoli o nomi, alimentando curiosità e qualche perplessità. «Speriamo non ci siano troppe "teste"», è stato un altro commento significativo, che riflette il timore di una struttura troppo affollata. Intanto, il neo dg ha già messo le mani sul mercato, confermando la volontà di trattenere Kolo Muani e annunciando un colloquio con Vlahovic, mentre su Tudor ha tagliato corto: «Resta».

Ma è la questione Chiellini ad aver acceso il dibattito. Comolli, pur definendolo «figura importante», ha escluso che l’ex capitano si occuperà di calciomercato. Una precisazione che, secondo alcuni osservatori, suona come una marginalizzazione. «È stato spedito fuori dall’area sportiva», ha commentato un giornalista, sollevando domande sul suo futuro nel club.

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