West Nile, Roma rafforza le misure dopo il nuovo caso all'Infernetto

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Questa mattina, nella sala del Campidoglio, si è tenuto un incontro voluto dall’amministrazione capitolina per sostenere il tavolo tecnico regionale istituito dal Lazio in risposta alla diffusione del virus West Nile. Alla riunione, convocata per coordinare le azioni di prevenzione e contenimento, hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, gli assessori all’Ambiente Sabrina Alfonsi e alle Politiche sociali Barbara Funari, insieme ai rappresentanti di Ama, Polizia Locale e Protezione Civile.

L’allarme, già scattato nelle scorse settimane dopo i casi registrati a Latina, Roma 6 e Frosinone, si è acuito con la segnalazione di un nuovo contagio nella capitale. Si tratta di una donna di 77 anni, attualmente ricoverata allo Spallanzani, la cui probabile esposizione al virus sarebbe avvenuta nel quartiere dell’Infernetto. La cabina di regia regionale, in collaborazione con l’Istituto Spallanzani e l’Istituto Zooprofilattico del Lazio e Toscana, ha quindi deciso di estendere le misure di controllo anche alla Asl Roma 3, intensificando gli interventi nelle zone a rischio.

I numeri, del resto, non lasciano spazio a dubbi: nel Lazio i decessi legati al virus sono saliti a sette, con due vittime registrate nelle ultime ore. L’ultimo caso è quello di un uomo di 77 anni, residente a Velletri ma contagiato a Cisterna di Latina, deceduto al Gemelli Isola a causa delle complicanze dell’infezione. A livello nazionale, i casi accertati dall’inizio dell’anno hanno superato quota 170, quasi il doppio rispetto al bollettino di fine luglio, mentre i morti – inclusi quelli non ancora notificati ufficialmente – sarebbero almeno 15.

Particolare attenzione viene riservata alle modalità di trasmissione, legate alla proliferazione delle zanzare del genere Culex, vettori principali del virus. Sebbene la maggior parte delle infezioni decorra in modo asintomatico o con sintomi lievi, nei soggetti fragili – anziani o immunodepressi – il decorso può rivelarsi grave, sfociando in encefaliti o meningiti. Proprio per questo, oltre alle disinfestazioni straordinarie, le autorità insistono sull’importanza delle precauzioni individuali, dall’uso di repellenti alla rimozione di ristagni d’acqua.

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