Trump allenta i dazi sulle auto europee, ma le trimestrali frenano l’ottimismo dei listini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Donald Trump celebrava i primi cento giorni del suo mandato con un annuncio che ha sorpreso i mercati, ovvero la volontà di ridurre i dazi sulle auto importate negli Stati Uniti, i titoli automobilistici europei hanno registrato un timido rialzo mercoledì 30 aprile. L’indicazione, per quanto ancora vaga, è stata interpretata come un segnale di distensione dopo mesi di tensioni commerciali, che avevano colpito in particolare il settore automotive, il primo a subire le conseguenze della guerra dei dazi avviata dall’amministrazione americana.

Tuttavia, l’entusiasmo è stato mitigato dai risultati trimestrali deludenti di alcuni colossi del settore, tra cui Mercedes-Benz e Volkswagen, che hanno riportato performance inferiori alle attese. A pesare, oltre alle difficoltà legate alla transizione elettrica e ai rallentamenti della domanda in alcuni mercati, anche l’incertezza generata proprio dalle politiche protezionistiche di Washington, che continuano a influenzare le strategie industriali. Già martedì 29 aprile, Porsche e Volvo avevano pubblicato bilanci in chiaroscuro, contribuendo a raffreddare gli animi degli investitori.

Trump, dal canto suo, non ha rinunciato al tono minaccioso che lo caratterizza. «Producete negli Stati Uniti o sarete massacrati», ha avvertito durante un comizio in Michigan, ribadendo che l’obiettivo primario della sua politica commerciale resta il rientro delle produzioni industriali sul suolo americano. L’ordine esecutivo firmato dal presidente prevede un alleggerimento temporaneo delle tariffe su auto e componenti, ma mantiene intatto il dazio del 25% sui veicoli importati, una misura che rischia di tradursi in rincari per i consumatori e maggiori costi di manutenzione, aggravati dal persistente aumento dei prezzi dell’acciaio e dell’alluminio.

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