Il capolaboro del "bullo" Donald: ha risvegliato l'orgoglio dei canadesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Senza volerlo, e forse senza nemmeno accorgersene, Donald Trump ha offerto al Canada l’occasione per mostrare al mondo come si contrasta il suo metodo basato su intimidazioni e provocazioni: rifiutando di piegarsi. Mark Carney, neo-eletto primo ministro dopo una rimonta che pochi si aspettavano, ha incarnato questa resistenza fin da quando, lo scorso novembre, Trump è tornato alla Casa Bianca. Da allora, il Canada – storico alleato e vicino degli Stati Uniti, spesso considerato non un fratello maggiore ma un "cugino affezionato" – è stato bersagliato da pressioni senza precedenti, tanto più sorprendenti perché provenienti da un partner tradizionalmente affidabile.

Carney, ex governatore delle banche centrali di Ottawa e Londra, economista stimato ma con un passato politico quasi inesistente, è riuscito a trasformarsi nell’antitesi del presidente americano, trascinando il Partito Liberale da una sconfitta annunciata a una vittoria che ha lasciato senza parole gli osservatori. I conservatori di Pierre Poilievre, dati per favoriti fino a poche settimane fa, si sono fermati a 144 seggi, mentre il loro leader ha perso persino nel suo collegio. Una disfatta che molti attribuiscono proprio all’effetto-Trump: l’aggressività del tycoon ha spinto molti elettori moderati verso i liberali, percepiti come un baluardo contro l’instabilità.

«Il presidente americano sta cercando di spezzarci, ma non ci riuscirà», ha dichiarato Carney nel suo primo discorso da vincitore, sottolineando come il Canada non intenda rinunciare alla propria autonomia. Tuttavia, dietro questo trionfo si nasconde un paradosso: migliaia di cittadini indigeni hanno denunciato di essere stati di fatto esclusi dal voto. Nel Nord del Paese, molti seggi hanno chiuso in anticipo, alcuni addirittura dopo poche ore, lasciando intere comunità senza rappresentanza. Un controsenso per una nazione che da anni promette di riconciliarsi con le sue radici autoctone.

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