Trump minaccia dazi a Ue e Canada: "Sono ingiusti, ma vinceremo noi"
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha rilanciato la sua offensiva commerciale contro l’Unione europea e il Canada, definendo Bruxelles “molto cattiva” e accusando Ottawa di seguire le sue orme con politiche fiscali ostili alle multinazionali statunitensi. “Sanno cosa sta per succedere”, ha avvertito il presidente americano durante un intervento ufficiale, lasciando intendere che nuove misure punitive potrebbero essere alle porte. Le sue parole, come spesso accade, hanno mescolato toni minacciosi a una sicurezza quasi sfrontata: “Abbiamo le carte migliori, e alla fine vinceremo noi”.
Non è la prima volta che Trump attacca l’Ue, ma stavolta l’escalation sembra più netta. L’accusa di aver creato un sistema “per danneggiare gli Stati Uniti”, citando le “molte tasse ingiuste” che graverebbero sulle aziende americane. “Impareranno presto”, ha aggiunto, senza però specificare quali contromisure intenda adottare. Intanto, la scadenza per la proroga dei dazi esistenti si avvicina, ma il tycoon ha già fatto sapere di non volerla estendere: “Potrei farlo, ma non credo ce ne sia bisogno”.
Il Canada, dal canto suo, risponde con una strategia diversa, quella della resistenza diplomatica guidata dall’ex banchiere Mark Carney, ora alla guida del Partito liberale. Carney, che ha ereditato la leadership da Justin Trudeau, aveva promesso di risolvere le tensioni con Washington entro il Canada Day, il 1° luglio. Ma le parole di Trump lasciano pochi margini di ottimismo. Il presidente ha rinfacciato a Ottawa l’introduzione di una tassa sui servizi digitali, interpretata come un attacco mirato ai giganti tech statunitensi.
Intanto, la guerra verbale con la Federal Reserve non accenna a placarsi. Jerome Powell, presidente della banca centrale, è nel mirino di Trump per la sua riluttanza a tagliare i tassi di interesse. “Tutti sono meglio di Powell”, ha sbottato il tycoon, in un’ennesima dimostrazione di quanto la sua amministrazione sia disposta a sovvertire le tradizionali distinzioni tra politica monetaria e esecutiva.




