Scoperta dalla GdF una maxi frode fiscale nel teleselling di energia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Guardia di Finanza di Civitanova Marche ha portato alla luce un articolato sistema fraudolento, che ha privato l’erario di entrate per oltre quindici milioni di euro, attraverso una fitta rete di finte operazioni commerciali. L’indagine, condotta dalla Compagnia di Civitanova sotto la guida del capitano Francesco Magliocco, si è concentrata su una società che, celandosi dietro la ordinaria attività di call center per la vendita di contratti di luce e gas, ha invece orchestrato un meccanismo illecito di notevole portata. L’attenzione dei finanzieri era stata attirata, nel corso del consueto monitoraggio delle imprese della provincia di Macerata, da una serie di indicatori anomali, i quali segnalavano una concreta pericolosità fiscale desunta dalle attività di intelligence.

Il meccanismo delle fatture inesistenti

Nel dettaglio, le investigazioni hanno rivelato l’emissione sistematica di fatture per operazioni del tutto inesistenti, un espediente finalizzato a erodere il carico tributario in modo fraudolento. Questo intricato schema, che si è sviluppato nell’arco di diversi anni, ha consentito alla società di sottrarre ingenti somme, le quali avrebbero invece dovuto confluire nelle casse dello Stato. I militari, approfondendo ogni aspetto contabile e societario, ne hanno svelato i congegni più nascosti, trovandone conferma nelle discrepanze tra la documentazione ufficiale e la reale situazione economica.

Il ricorso al lavoro formalmente esterno

Un altro tassello fondamentale della frode ha riguardato la gestione del personale, il quale risultava formalmente assunto da altre società, in un chiaro tentativo di eludere gli obblighi contributivi. Tale pratica, oltre a danneggiare il fisco, ha creato una condizione di precarietà per i lavoratori, privati delle tutele previste dalla legge. L’impiego di manodopera, sebbene fisicamente operativa all’interno della struttura del call center, veniva amministrato attraverso canali formali differenti, mascherando così il vero rapporto di lavoro e generando un ulteriore vuoto nei versamenti dovuti.

Le denunce e il contesto giudiziario

Sulla scorta di quanto accertato, sono stati quindi denunciati alla Procura della Repubblica tre rappresentanti legali, i quali ricoprivano ruoli di vertice in due distinte aziende con base a Civitanova. Le accuse, che ora dovranno essere esaminate dall’autorità giudiziaria, vertono sull’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali e sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’operazione delle Fiamme Gialle si inserisce in un più ampio contesto di vigilanza sul territorio, dimostrando come il controllo incrociato dei dati possa efficacemente smantellare circuiti economici opachi.

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