La nuova BYD Atto 3, con ricarica “flash” da 1.500 kW e un’architettura completamente rivoluzionata, si prepara a invadere il Salone di Pechino 2026.
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Redazione Economia
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Pechino si appresta ad accogliere, a partire dal 24 aprile, quella che si preannuncia come una delle evoluzioni più radicali nel segmento dei SUV elettrici compatti. La casa di Shenzhen, che ormai da un anno opera sotto l’occhio vigile di una nuova amministrazione americana senza che questo ne scalfisca minimamente l’espansione globale, ha scelto il Beijing Auto Show per togliere i veli alla seconda generazione della Atto 3. Conosciuta nel mercato domestico come Yuan Plus, questa crossover non si limita a un semplice restyling; abbandona completamente le certezze statiche del passato per abbracciare una piattaforma a trazione posteriore (RWD) e una tecnologia di ricarica definita “flash charging” che promette di rivoluzionare le abitudini di sosta alle colonnine.
Un “full reset” tecnico che parte dalle fondamenta
A differenza di quanto visto con l’aggiornamento Evo recentemente introdotto in Europa – il quale, lo ricordiamo, si limitava a ritoccare l’estetica e a ottimizzare alcuni dettagli della precedente architettura – questa nuova versione rappresenta un salto generazionale netto. Il costruttore cinese ha allungato il vettura fino a 466,5 cm (ben 21 cm in più del modello uscente), mentre il passo cresce di 5 cm, raggiungendo i 278 cm. Un incremento dimensionale che non è solo estetica pura, ma che libera spazio prezioso all’interno dell’abitacolo e, aspetto cruciale per le famiglie, amplia la capacità di carico.
Tuttavia, la vera rivoluzione si nasconde sotto la scocca. Abbandonata la trazione anteriore, la nuova Atto 3 adotta l’e-Platform 3.0 Evo con motore posteriore, una scelta tecnica che migliora la distribuzione dei pesi e promette una dinamica di guida più equilibrata. La gamma, secondo i primi documenti emersi dal Ministero dell’Industria cinese, prevede due varianti: una da 200 kW (272 CV) e una più performante da 240 kW (326 CV), alimentate dalle ormai celebri batterie Blade al litio-ferro-fosfato (LFP) fornite da FinDreams, una sussidiaria interna al colosso.
La rivoluzione della “ricarica flash” e le nuove batterie
Se il passaggio al RWD è tecnicamente rilevante, è il dato sulla ricarica a catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori. La nuova piattaforma integra un sistema “flash charging” in grado di gestire potenze fino a 1.500 kW in corrente continua. Per tradurre questi numeri in pratica, BYD dichiara che sarà possibile passare dal 10% al 70% di batteria in circa 5 minuti, un intervallo di tempo paragonabile a una sosta tecnica al benzinaio. Per raggiungere il 97% della capacità, invece, il tempo si allunga a circa 9 minuti, un dato che, se confermato nella realtà stradale, azzererebbe di fatto l’ansia da ricarica per i viaggi lunghi.
I pacchi batteria crescono conseguentemente di capacità. Abbandonati i tagli da 49,9 e 60,5 kWh del modello precedente, la nuova generazione monta unità da 57,5 kWh e 68,5 kWh. L’autonomia, misurata secondo i cicli cinesi CLTC (tendenzialmente più ottimistici del nostro WLTP), balza fino a 540 km per la versione base e tocca quota 630 km per quella a maggiore capacità. BYD ha inoltre lavorato sull’efficienza termica: la società garantisce prestazioni di ricarica ottimali anche in condizioni estreme, con un aggravio di soli 3 minuti sui tempi totali quando il termometro scende a -30°C.
Estetica “Dynasty” e mercato: attesa per l’arrivo in Europa
Esteticamente, la nuova Atto 3 si allinea al linguaggio stilistico della serie “Dynasty”, già visto sulle sorelle maggiori Tang e Han. Abbandona le linee morbide del primo modello per fari più sottili e aggressivi, gruppi ottici full-led a sviluppo orizzontale e un posteriore caratterizzato da un vistoso spoiler che integra la terza luce di stop. Le varianti di allestimento si distingueranno anche per i cerchi in lega, disponibili in misure 18 o 19 pollici.
Mentre la vettura si prepara a debuttare ufficialmente sugli stand del China International Exhibition Center, il futuro commerciale per l’Europa resta ancora avvolto in una leggera nebbia. La strategia del brand prevede una finestra di lancio iniziale esclusiva per la Cina, dove le vendite dell’attuale generazione hanno subito un crollo del 73,2% nel primo trimestre del 2026, un dato che spiega l’urgenza di questo aggiornamento tecnologico totale. Per il Vecchio Continente, invece, si dovrà attendere la fine dell’anno o l’inizio del 2027, considerando che le concessionarie stanno ancora digerendo l’arrivo della versione “Evo”. Una cosa è certa: con 268 o 322 cavalli sotto il piede destro e una ricarica da primato, il SUV compatto cinese si candida a ridisegnare le gerarchie di un mercato, quello delle elettriche, sempre più dipendente dalla velocità di rifornimento.




