Sondaggi Ixè e Swg, il centrodestra tiene ma Vannacci lo fa arrancare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A poco più di un anno dalle elezioni politiche del 2027, la fotografia dell’opinione pubblica restituita dagli istituti demoscopici ha smesso, ormai da tempo, di essere statica. Due rilevazioni diffuse nella giornata del 27 aprile – quella dell’Istituto Ixè e quella della Swg per il TgLa7 – raccontano infatti un sistema politico in cui il centrodestra, pur restando in testa, mostra segnali di cedimento strutturale, mentre alcune variabili apparentemente laterali, come il movimento dell’ex generale Roberto Vannacci, iniziano a ridisegnare gli equilibri interni alle coalizioni. Se si osserva il quadro complessivo, emergono tendenze che, pur nei diversi campioni e metodologie, convergono su un punto: Fratelli d’Italia, nonostante si confermi primo partito, accusa una flessione lenta ma costante, mentre il centrosinistra, guidato dal Partito democratico, guadagna terreno senza però riuscire a scavalcare l’avversario principale.

Ixè: Meloni arretra, il Pd avanza e il testa a testa con Vannacci cambia gli scenari

Secondo il sondaggio Ixè del 27 aprile – condotto su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana – Fratelli d’Italia si attesta al 28,4% delle intenzioni di voto, perdendo mezzo punto percentuale rispetto al precedente rilevamento di febbraio. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vede così ridursi il proprio vantaggio sul Partito democratico, che negli stessi due mesi è cresciuto dello 0,5%, raggiungendo il 23,4%. Un dato, quest’ultimo, che non sorprende gli analisti, i quali avevano già rilevato un moderato effetto rimbalzo sui tradizionali elettorati di sinistra. Più interessante, invece, è la variazione prodotta dalla candidatura o, meglio, dal movimento politico legato a Roberto Vannacci: quando l’ex generale viene incluso nell’area di centrodestra – e lui stesso, va ricordato, si colloca ormai su posizioni di destra radicale dopo l’abbandono della Lega – il centro sinistra vede dimezzato il proprio margine di vantaggio, scendendo da oltre tre punti a un sostanziale testa a testa. In pratica, l’effetto Vannacci sottrae consensi proprio a Fratelli d’Italia, senza che questi vadano ad alimentare altre forze della coalizione.

Swg: crolla la Lega, Futuro Nazionale risale e il Carroccio paga la scissione

Il rilevamento della Swg per il TgLa7, pubblicato anch’esso il 27 aprile, introduce un’ulteriore variabile: il dato settimanale. Qui Fratelli d’Italia arretra dello 0,2%, portandosi al 29,1%, mentre la Lega – il partito che Vannacci ha lasciato da qualche mese – sprofonda dello 0,3%, toccando percentuali decisamente inferiori alla soglia del 9% (dato non esplicitato nella rilevazione ma desumibile dal contesto). A guadagnare, in questa rilevazione, è invece Futuro Nazionale, la formazione che fa riferimento allo stesso Vannacci, la quale “sale più di tutte nell’ultima settimana”. Il centrodestra, insomma, non è più un blocco monolitico: mentre Forza Italia scivola appena al 7,7%, l’area di governo appare meno dinamica rispetto a poche settimane fa, e proprio il Carroccio paga il prezzo più alto della diaspora interna. Il Pd, in questo scenario, resta stabile al 21,6%, in attesa di capire se il M5S – in leggera crescita secondo Ixè – riuscirà a erodere ulteriormente la sua area di riferimento.

Due rilevazioni, una tendenza: la destra si frammenta, il centrosinistra approfitta senza sfondare

Mettendo a sistema i due sondaggi – quello di Ixè, che misura le tendenze di medio periodo, e quello della Swg, più sensibile alle variazioni settimanali – si coglie un movimento comune: Fratelli d’Italia, pur restando il primo partito, non è più in grado di assorbire l’intera domanda di destra. Nei mesi scorsi la sua capacità attrattiva era tale da comprimere prima la Lega e poi Forza Italia; oggi, invece, una parte di quell’elettorato migra verso il movimento di Vannacci, percepito come più intransigente su temi come la sicurezza e la sovranità nazionale. Il centrosinistra, dal canto suo, allunga sì la propria rincorsa – mezzo punto in più per il Pd secondo Ixè – ma non riesce a trasformare questa frammentazione in un sorpasso netto. La fotografia del 27 aprile racconta dunque un paese politicamente diviso in due blocchi quasi equivalenti, con il centrodestra che, grazie al traino meloniano, mantiene la testa, ma con una crepa interna che nessuna alleanza potrà più ignorare.

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