La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi senza Petrecca, si fa strada l'ipotesi Bizzotto per la telecronaca
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Redazione Sport
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La débâcle della telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, andata in scena lo scorso 6 febbraio e affidata al direttore di RaiSport Paolo Petrecca, continua a produrre effetti e contraccolpi all'interno di viale Mazzini. Mentre l'eco delle gaffe – si pensi alla clamorosa confusione tra la presidente del Comitato olimpico internazionale e la figlia del presidente della Repubblica o al mancato riconoscimento delle atlete della pallavolo – ha varcato i confini nazionali, suscitando un'ondata di ironia e critiche senza precedenti per un evento del genere, la macchina organizzativa dell'azienda pubblica è al lavoro per gestire le conseguenze della bufera. La soluzione che sembra prendere piede, per limitare ulteriori danni d'immagine, è quella di sollevare Petrecca dall'incarico di commentare anche l'evento conclusivo, in programma il 22 febbraio all'Arena di Verona. Al suo posto, secondo quanto si apprende da fonti interne, il nome in pole position sarebbe quello del giornalista bolzanino Stefano Bizzotto, una scelta che riporterebbe in cabina di commento una voce di lunga esperienza -2-9.
Il dietrofront dell'ad Rossi e l'ipotesi di una doppia conduzione
La decisione di escludere Petrecca dal gran finale dei Giochi, per quanto non ancora ufficializzata con un comunicato formale, sarebbe stata presa al termine di un incontro ritenuto cruciale tra l'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e lo stesso direttore di RaiSport. Un colloquio, quello avvenuto nei giorni scorsi, nel quale si è materializzata la necessità di un'assunzione di responsabilità da parte del diretto interessato, ma anche l'urgenza di ristabilire un minimo di rapporto, ormai ai minimi storici, con la redazione -1. La protesta dei giornalisti, del resto, non accenna a placarsi e anzi si è estesa ben oltre i confini della testata sportiva, tanto che l'Usigrai ha proclamato per l'intera giornata di venerdì 13 febbraio uno sciopero delle firme che coinvolgerà tutti i tg, i gr e i programmi di informazione, con la lettura di un comunicato a fine di ogni edizione per spiegare le ragioni della mobilitazione -3. In questo clima di tensione, l'ipotesi di affidare la telecronaca della chiusura a Stefano Bizzotto, magari affiancato dal vicedirettore vicario di RaiSport Marco Lollobrigida – altra figura interna che sta seguendo da vicino la kermesse – appare come la soluzione più equilibrata per tentare di arginare la protesta e restituire un briciolo di professionalità a un racconto olimpico fin qui segnato da errori e polemiche -2.
L'ombra della censura e il silenzio dell'azienda
A gettare ulteriore benzina sul fuoco, contribuendo ad allargare la protesta ben oltre la cerimonia d'apertura, è stata la gestione dei comunicati sindacali da parte dei vertici aziendali. La decisione di non consentire la diffusione, nei canali informativi della Rai, del documento con cui i cronisti di Raisport annunciavano il ritiro delle firme dai servizi e dalle telecronache per tutta la durata dei Giochi, è stata vissuta come un atto di censura e una violazione dei diritti sindacali. Un comportamento, questo, che ha spinto i giornalisti di altre testate – dal Tg3 agli Approfondimenti Rai, passando per il Tg2 – a esprimere solidarietà concreta ai colleghi, denunciando pubblicamente l'imbarazzo che serpeggia in redazione e la preoccupazione per un'azienda che, anziché prendere atto degli errori, sembra voler trincerarsi dietro un muro di gomma -5-7. L'adesione massiccia allo sciopero delle firme, un gesto anomalo e di forte impatto simbolico che ha di fatto lasciato i telegiornali senza la paternità dei propri pezzi, rappresenta la cartina di tornasole di un malessere profondo, che non si esaurisce certo con l'esclusione di Petrecca dalla cerimonia di chiusura.
I precedenti di Bizzotto e lo spettro delle Atp Finals
La scelta di Stefano Bizzotto, qualora venisse confermata, non rappresenterebbe certo una novità assoluta per il commento di grandi eventi. Il giornalista bolzanino vanta un curriculum di tutto rispetto e ha già avuto modo di dimostrare le sue capacità in circostanze ben più che fortunate: fu lui, nel 2021, a subentrare – in quel caso a causa di un imprevisto legato al Covid che fermò Rimedio – nella telecronaca della storica finale degli Europei di calcio vinta dall'Italia a Wembley contro l'Inghilterra, regalando ai telespettatori un racconto all'altezza dell'emozione collettiva -2-9. Una circostanza che, pur diversa all'origine, lo vide protagonista e che oggi, in un contesto di crisi profonda, potrebbe giocare a suo favore. Intanto, mentre a viale Mazzini si rincorrono le voci su un possibile terremoto delle nomine che potrebbe coinvolgere non solo Raisport ma anche il Tg2 e altre testate – un risiko che scatterà verosimilmente dopo il Festival di Sanremo – arriva un'altra batosta per il comparto sportivo dell'azienda pubblica: Mediaset ha soffiato alla Rai i diritti delle Atp Finals di tennis, l'evento che mette di fronte i migliori otto giocatori del mondo e che, con il momento d'oro del tennis italiano, garantiva ascolti e prestigio -3-9. Una perdita che, unita alle recenti rinunce in altri sport, getta un'ombra inquietante sulla pianificazione strategica dell'azienda e sulla sua capacità di competere sul mercato dei diritti sportivi.




