Auro Bulbarelli condurrà la telecronaca della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi per la Rai

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà Auro Bulbarelli, il giornalista che per primo aveva annunciato una «sorpresa» legata al presidente Sergio Mattarella salvo poi farsi da parte per la cerimonia di apertura, a guidare la telecronaca dell’evento conclusivo dei Giochi di Milano-Cortina. La sua voce, familiare agli appassionati di ciclismo e sport, tornerà quindi al microfono per l’appuntamento del 22 febbraio all’Arena di Verona, dove lo spettacolo, intitolato “Beauty in Action”, trasformerà l’anfiteatro in un palcoscenico aperto sul mondo. Bulbarelli, che in passato aveva scelto di non commentare la serata inaugurale dopo le polemiche scatenate da un suo riferimento a un momento clou con il capo dello Stato, è stato richiamato dalla Rai per chiudere l’evento a cinque cerchi, forte di un’esperienza che spazia dal Giro d’Italia alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006.

Ad affiancarlo in questa diretta, destinata a incorniciare il passaggio di consegne tra l’Italia e la prossima sede olimpica, ci saranno due personalità di spessore che poco hanno a che fare con il tradizionale commento sportivo. Da una parte Cecilia Gasdia, soprano di fama internazionale e sovrintendente dell’Arena di Verona, figura che incarna il legame profondo tra la lirica e quel monumento patrimonio dell’Unesco che ospiterà la cerimonia; dall’altra Fabio Genovesi, scrittore e opinionista già noto al pubblico Rai per le sue incursioni durante le tappe del Giro d’Italia, dove ha portato uno sguardo laterale e narrativo sull’impresa ciclistica. Una scelta, quella del terzetto, che mescola deliberatamente linguaggi diversi per raccontare un evento che di sportivo ha ormai poco, essendo piuttosto una celebrazione della cultura, della danza e di quella «bellezza in movimento» evocata dal Titolo della serata.

La decisione di affidare la telecronaca a Bulbarelli rappresenta, nei fatti, una marcia indietro rispetto all’assetto precedente, quando il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, era stato costretto a subentrare in extremis per la cerimonia di San Siro. Quella serata, lo si ricorderà, era stata segnata da una pioggia di critiche per alcune incertezze e gaffe del conduttore, come la confusione tra l’attrice Matilda De Angelis e la cantante Mariah Carey, tanto da spingere i giornalisti della redazione sportiva a ritirare le firme dai servizi e a proclamare uno sciopero. Una protesta senza precedenti, che aveva trovato eco persino sul New York Times, e che aveva di fatto reso insostenibile la permanenza di Petrecca al microfono per l’atto conclusivo dei Giochi. La scelta è caduta quindi su un volto più esperto e rodato, capace di gestire una diretta complessa in un contesto, quello dell’Arena, che richiede una particolare sensibilità nel raccontare l’intreccio tra musica, spettacolo e ritualità olimpica.

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