Il giorno dopo le gaffe, la Rai si affida a Bulbarelli per il gran finale di Verona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ridda di voci, le polemiche che da giorni agitavano le redazioni e le pagine dei giornali, e quel senso di imbarazzo diffuso che aleggiava sugli uffici di Viale Mazzini, hanno infine trovato una risposta formale. Sarà Auro Bulbarelli, giornalista di lunga esperienza e vicedirettore di Rai Sport, a condurre la telecronaca della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, in programma domenica 22 febbraio all’Arena di Verona -3. Una decisione, quella presa dai vertici aziendali, che giunge al termine di una settimana tesissima, segnata dalle pesanti critiche piovute addosso al direttore Paolo Petrecca dopo la disastrosa prova offerta in occasione dell’inaugurazione all’inizio dei Giochi; un evento, quest'ultimo, che era stato trasmesso dallo Stadio di San Siro ma che Petrecca, con un lapsus tanto significativo quanto rivelatore, aveva presentato ai telespettatori dal "Stadio Olimpico" di Roma, quasi a sottolineare una distanza, più che geografica, culturale e di preparazione, rispetto all’evento che stava raccontando -4-7.

Non è stata, quella del direttore, una semplice svista isolata. L'elencazione delle imprecisioni e degli errori, che pure potrebbe apparire come un pedante esercizio di stile, diventa necessaria per comprendere la portata della bufera che ha investito il servizio pubblico. Oltre allo scambio di sedi, Petrecca ha identificato l'attrice Matilda De Angelis, volto noto del cinema italiano, con la popstar internazionale Mariah Carey; e ancora, ha scambiato la presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, per Laura Mattarella, la figlia del Presidente della Repubblica, seduta in prima fila accanto al capo dello Stato -4-6. Un susseguirsi di fraintendimenti e mancati riconoscimenti che hanno trasformato la diretta, come osservato da più parti, in una sorta di tragicommedia dell'errore, gettando una luce sinistra sulla preparazione specifica di chi era chiamato a raccontare l'evento più mediatico che l'Italia sportiva abbia ospitato negli ultimi anni -8-9.

La genesi di un pasticcio: l'esclusione di Bulbarelli e l'autocandidatura di Petrecca

La paradossale sostituzione che ha portato Petrecca al microfono affonda le sue radici in un episodio precedente, a sua volta sintomo di un clima di improvvisazione. La scelta originaria della redazione era infatti caduta su Auro Bulbarelli, professionista stimato e volto noto agli appassionati, in particolare per la sua lunga militanza nel ciclismo, disciplina che lo ha visto subentrare, nella memoria collettiva degli sportivi, al leggendario Adriano De Zan -1. Tuttavia, Bulbarelli era stato esonerato dal compito per aver anticipato, nel corso di alcune dichiarazioni, quella che aveva definito una «sorpresa clamorosa» che avrebbe visto protagonista il Presidente Mattarella, rovinando di fatto l'effetto sorpresa legato alla sua comparsa su un tram storico guidato da Valentino Rossi -3-7. Un'azione, la sua, dettata forse da eccesso di zelo o da un malinteso spirito promozionale, ma che gli è costata la defenestrazione, aprendo così la strada all'auto-attribuzione dell'incarico da parte del suo superiore. Fu a quel punto, infatti, che il direttore Petrecca decise di scendere in cabina di commento, nonostante le voci, riportate nei giorni successivi, che parlavano di consigli ricevuti – e disattesi – da parte di colleghi più esperti, i quali gli avrebbero sconsigliato di mettersi alla prova in una prova così complessa e seguita -3-8.

La reazione interna e la scelta del finale con Gasdia e Genovesi

L'esito, sotto gli occhi di tutti, ha scatenato una reazione violenta all'interno dell'azienda. Il comitato di redazione di Rai Sport ha ritirato le firme dalle telecronache e dai servizi, una forma di protesta che ha trovato immediato sostegno nel sindacato Usigrai, il quale ha proclamato una mobilitazione collettiva e uno sciopero delle firme per l'intera giornata di venerdì 13 febbraio -5. I giornalisti, attraverso i loro rappresentanti, hanno parlato di un duro colpo inferto all'immagine del servizio pubblico e alla dignità professionale di chi vi lavora, sottolineando come l'autoassegnarsi un incarico e rivelarsi poi inadeguato fosse solo l'ultimo episodio di una gestione controversa -5. In questo clima incandescente, la scelta di riaffidare il microfono a Bulbarelli per la chiusura assume i contorni di una vera e propria operazione di riparazione. Al suo fianco, a impreziosire il racconto della serata veronese, ci saranno lo scrittore Fabio Genovesi, già presente durante l'inaugurale, e il soprano Cecilia Gasdia, sovrintendente dell'Arena di Verona, il cui ruolo istituzionale e artistico aggiungerà una nota di solennità a una kermesse che si spera possa finalmente riscattare le magagne dell'avvio -3.

Lo spettro della Vigilanza e le ombre sul futuro della governance

Parallelamente al caso specifico della telecronaca, le cronache registrano un altro elemento di criticità che rende il quadro ancora più complesso. La Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l'organo che dovrebbe esercitare un controllo sull'operato del servizio pubblico, risulta di fatto bloccata e impossibilitata a funzionare da oltre un anno -4. L'impasse politica tra maggioranza e opposizione, incapaci di trovare un accordo sulle nomine ai vertici dell'azienda, ha paralizzato ogni attività di monitoraggio e indirizzo, lasciando di fatto il campo libero a dinamiche interne prive di un contrappeso istituzionale. Un vuoto di controllo che, alla luce di quanto accaduto con la gestione dell'evento olimpico, appare più che mai come una grave lacuna in un momento in cui la credibilità e la qualità dell'informazione pubblica sono messe quotidianamente alla prova.

Description: Dopo le gaffe di Petrecca all'inaugurazione dei Giochi, la Rai affida ad Auro Bulbarelli la telecronaca della chiusura. Proteste dei giornalisti e caos in Vigilanza.

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