Il silenzio del nuovo direttore di Rai Sport e l'addio di Petrecca dopo le Olimpiadi
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Redazione Sport
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La stagione olimpica di Milano-Cortina, evento che doveva rappresentare una vetrina di professionalità per il servizio pubblico, si è invece trasformata in un terremoto interno alla Rai, con la direzione della testata sportiva finita al centro di una bufera e di un conseguente avvicendamento. Paolo Petrecca, che aveva fortemente voluto commentare personalmente la cerimonia inaugurale dei Giochi, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi, sebbene la sua uscita di scena non sia immediata e venga posticipata al termine della manifestazione, creando una sorta di lunga agonia per la sua gestione -1-7. La sua avventura alla guida di Rai Sport si conclude così nel modo più tormentato, dopo che la sua prova al microfono era stata giudicata, anche al proprio interno, come imbarazzante e dannosa per la credibilità della testata -3-10.
A raccogliere l'eredità, in via transitoria e con il Titolo di direttore ad interim, è stato chiamato Marco Lollobrigida, fino a ieri vicedirettore e volto storico dell'azienda -4. La sua prima apparizione pubblica in questa nuova veste, avvenuta sulla terrazza di Casa Italia a Milano, è stata quantomeno singolare e ha offerto un'immagine paradossale del nuovo corso. Intercettato dai cronisti, Lollobrigida, giornalista romano del 1971 con un curriculum di tutto rispetto che spazia dalla Domenica Sportiva a cinque edizioni dei Giochi, ha opposto un muro di silenzio, ripetendo come un mantra l'impossibilità di rilasciare dichiarazioni -2-4. «Non posso parlare, devo prima chiedere l'autorizzazione all'azienda», ha tagliato corto, mostrando una cautela che rasenta la ritrosia e che stride con il ruolo di comando che è chiamato a ricoprire -4. Nel tentativo di sciogliere quel gelo, è intervenuto persino il presidente del Coni, che dopo averlo calorosamente abbracciato gli ha suggerito, con una battuta, di «ispirarsi allo sport» -4.
Le dimissioni di Petrecca, formalizzate durante una riunione del consiglio di amministrazione, non sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, ma rappresentano l'epilogo di una vicenda iniziata proprio con la sciagurata telecronaca della cerimonia d'apertura -1-6. In quella circostanza, il direttore era finito nell'occhio del ciclone per una serie di errori e uscite infelici: aveva scambiato l'attrice Matilda De Angelis per la cantante Mariah Carey, non aveva riconosciuto alcune atlete azzurre della squadra di volley che portavano la fiaccola e aveva definito le delegazioni di alcuni Paesi con commenti giudicati inappropriati -3-9. La gaffe più clamorosa, forse, fu quella di aver identificato Kirsty Coventry, presidente del CIO, come la figlia del capo dello Stato Sergio Mattarella, dimostrando una superficiale conoscenza dei ruoli istituzionali e sportivi -6-10. A rendere il tutto ancora più grottesco, la decisione di Petrecca di affidarsi ai social, nelle ore successive all'annuncio delle sue dimissioni, per postare un versetto del Vangelo di Matteo che parla di tradimento, un messaggio criptico che molti hanno letto come un'amara considerazione sul clima trovato all'interno dell'azienda -4.




