Petrecca lascia la direzione di Rai Sport e cita il Vangelo: “Uno di voi mi tradirà”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La bufera politico-mediatica che ha investito Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, si è conclusa con la sua uscita di scena, un epilogo che il diretto interessato ha voluto commentare con un riferimento evangelico carico di significato. Dopo settimane di polemiche feroci, culminate nella contestatissima telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, il giornalista ha formalmente rimesso il mandato nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, anche se l'addio effettivo alla testata, come da accordi, diventerà operativo solo al termine dei Giochi invernali -7. Una decisione, la sua, maturata in un clima di tensione interna senza precedenti, con la redazione che aveva indetto uno sciopero delle firme e l'opinione pubblica, amplificata dai social, che non aveva risparmiato critiche e ironie sulle gaffe commesse in diretta -3.

La scintilla che ha innescato l'incendio è nota: la scelta di Petrecca di condurre in prima persona la telecronaca dallo stadio Meazza, rilevando il timone da Auro Bulbarelli, era apparsa subito forzata. Bulbarelli, il telecronista designato, era stato infatti accantonato per aver anticipato, in quello che è parso un eccesso di zelo, alcuni dettagli sulla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella -3. Al suo posto, il direttore si è trovato improvvisamente sotto i riflettori, commettendo una serie di errori che la stampa estera, incluso il New York Times, non ha mancato di rilevare: la clamorosa svista su Matilda De Angelis, scambiata per Mariah Carey, la definizione dello stadio milanese come “Olimpico” e la confusione tra la presidente del Cio, Kirsty Coventry, e la figlia del capo dello Stato -8. Errori che, al di là dell'imbarazzo immediato, hanno riacceso un malessere di fondo che covava nella testata da mesi, fatto di contestazioni sulla linea editoriale e, secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, di malumori per alcune scelte gestionali e di spesa -1.

Nel giorno della sua uscita di scena, Petrecca ha affidato ai social un messaggio cifrato ma inequivocabile, pubblicando un'immagine sacra e un versetto del Vangelo secondo Matteo, quello in cui Gesù, durante l'Ultima Cena, annuncia il tradimento di Giuda -2. Un paragone, il suo, che non è passato inosservato e che molti hanno letto come un atto d'accusa nei confronti di chi, all'interno del palazzo o della stessa redazione, non lo avrebbe sostenuto o, peggio, avrebbe remato contro di lui. Le voci, in questi casi, si rincorrono nei corridoi di viale Mazzini e di via Teulada: c'è chi parla di un possibile tradimento da parte di qualche suo stretto collaboratore, chi invece ipotizza un disimpegno della stessa maggioranza politica, quella di destra in cui Petrecca si riconosce, che lo avrebbe giudicato ormai indifendibile -2. Fatto sta che la sua posizione, dopo il fuoco di fila incrociato di critiche e la sollevazione della sua stessa gente, era divenuta insostenibile, tanto da rendere inevitabile il passo indietro.

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