La guardia di New York, lo schianto in pista tra l’aereo di Air Canada e il mezzo dei vigili del fuoco: due morti accertati, la Faa apre un’inchiesta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo video, diffuso dalle telecamere di sicurezza dello scalo Fiorello LaGuardia, ha fissato per sempre l’esatta dinamica di quanto accaduto nella notte: l’impatto devastante tra un bimotore Bombardier CRJ-900 della Air Canada, in fase di corsa, e un camion dei pompieri. Un evento che ha scosso l’intero scalo newyorchese, portando con sé un bilancio che si è rivelato immediatamente drammatico. Due i morti accertati, identificati dalle prime ricostruzioni come il pilota e il copilota del velivolo, mentre numerosi passeggeri sono rimasti feriti, sebbene le loro condizioni – al momento – non siano state rese note nei dettagli. Il mezzo dei vigili del fuoco, stando alle prime indiscrezioni raccolte dalle emittenti locali come la Nbc News, stava intervenendo sulla pista per gestire un altro incidente, circostanza che avrebbe portato alla fatale concomitanza delle due traiettorie.

La Federal Aviation Administration, che ha già avviato un’indagine approfondita sull’accaduto, ha confermato la provenienza del volo – decollato da Montreal – e la chiusura immediata dell’aeroporto. È proprio dalle comunicazioni ufficiali che emergono i primi, inquietanti, frammenti di quella che si preannuncia come un’analisi complessa sulle procedure di sicurezza. In un audio reso pubblico, si sente distintamente chi, presumibilmente dalla torre di controllo, urla più volte di fermarsi: «Fermati, fermati». Un grido che, a posteriori, molti osservatori e addetti ai lavori hanno interpretato come la spia di un coordinamento saltato, un allarme lanciato troppo tardi per evitare l’inevitabile.

Lo schianto, oltre a riaprire le ferite di un dibattito mai sopito negli Stati Uniti, ha richiamato l’attenzione diretta della Casa Bianca. Il presidente Donald Trump, intercettato dai giornalisti prima di salire a bordo dell’Air Force One, ha definito l’accaduto con un aggettivo inequivocabile – «terribile» – aggiungendo, con un sintetico ma pesante giudizio, che qualcuno «ha commesso un errore». Le sue parole, per quanto lapidarie, vanno a innestarsi in un contesto già infiammato da critiche ricorrenti sulla gestione del traffico aereo e sull’efficienza dei controlli negli scali più trafficati della nazione.

La dinamica dello scontro e la chiusura dello scalo

Le operazioni al LaGuardia sono state sospese immediatamente dopo l’impatto, con i soccorsi che si sono concentrati nell’area dello scontro per estrarre i due piloti rimasti intrappolati. Il mezzo dei vigili del fuoco, che stava attraversando la pista per raggiungere un’altra emergenza, è stato centrato in pieno dal velivolo in movimento. Si tratta di uno scenario che gli investigatori della Faa stanno cercando di ricostruire minuto per minuto, analizzando i flussi radio e le autorizzazioni concesse in quei secondi fatali. L’aeroporto, che serve una delle aree metropolitane più densamente popolate del Paese, è rimasto chiuso per diverse ore, causando una catena di dirottamenti e ritardi a catena sull’intera costa orientale.

L’audio della torre e i dubbi sulla sicurezza

Dopo l’ascolto della registrazione, nella quale si avverte chiaramente l’allarme lanciato dai controllori, molti osservatori hanno sollevato interrogativi precisi sulla sicurezza delle operazioni notturne. L’audio, diffuso senza soluzione di continuità, restituisce la drammaticità di un istante in cui la comunicazione non è stata sufficiente a prevenire la collisione. Non è la prima volta, del resto, che lo scalo newyorchese finisce sotto i riflettori per criticità logistiche: la conformazione delle piste, il traffico intenso e la complessa gestione degli addetti al suolo sono elementi che, secondo gli esperti, rendono il LaGuardia uno degli aeroporti più difficili da governare. Il fatto che il camion stesse procedendo verso un altro incidente aggiunge un ulteriore livello di complessità a questa indagine, destinata a stabilire se vi siano state responsabilità umane o falle nei protocolli.

Le reazioni istituzionali e il precedente politico

L’intervento del presidente Trump, sebbene avvenuto in forma sbrigativa durante un trasferimento, ha avuto l’effetto di catalizzare l’attenzione mediatica sulla vicenda, spostando il fuoco del dibattito su un terreno già esplosivo. La sua frase, «Hanno commesso un errore», pur non specificando chi fosse il soggetto di quell’errore, è apparsa come una presa di posizione netta in un momento in cui le indagini erano appena agli albori. Le dichiarazioni del capo dello Stato, in un Paese dove la sicurezza dei cieli è sempre stata un tema sensibile dopo gli attacchi dell’11 settembre, rischiano di alimentare ulteriormente le polemiche sulla presunta inadeguatezza del sistema di controllo del traffico aereo, un tema su cui lo stesso Trump aveva già espresso posizioni critiche in passato. Per ora, la priorità resta l’esame dei rottami e la verifica della catena di comando che ha portato il mezzo antincendio a incrociare la rotta del Bombardier in corsa.

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