Italdesign passa di mano: Ust rileva la maggioranza, Audi resta al 40%
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Redazione Economia
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La storica azienda di design e ingegneria automobilistica fondata da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani nel 1968 cambia ufficialmente proprietà. Ust, società statunitense specializzata in soluzioni di trasformazione tecnologica e intelligenza artificiale, ha completato l'acquisizione della quota di maggioranza di Italdesign dal gruppo Audi.
L'operazione, annunciata nel dicembre 2025 e perfezionata nella giornata di lunedì 7 settembre 2026, segna l'ingresso del colosso americano, che presenta tuttavia forti radici e capitali indiani con una delle sue sedi principali in Kerala, nel capitale della celebre realtà piemontese.
Il nuovo assetto societario
Con il perfezionamento dell'accordo, Ust ha acquisito il 60% delle azioni di Italdesign, divenendone il socio di maggioranza e assumendo la responsabilità operativa della società. Il gruppo Audi, che dal 2010 deteneva il controllo dell'azienda attraverso Automobili Lamborghini (prima con il 90,1% e poi con l'intero capitale a partire dal 2015), mantiene invece una quota del 40%. In questo nuovo scenario, il marchio tedesco continuerà a rivestire il ruolo di partner strategico di lungo periodo e di cliente importante, in particolare per i progetti già avviati in precedenza.
Le parti coinvolte non hanno reso noto il valore economico della transazione né ulteriori dettagli finanziari relativi all'operazione.
Continuità e radicamento territoriale
Nonostante il passaggio di controllo, la sede storica di Italdesign rimarrà a Moncalieri, alle porte di Torino, dove l'azienda è nata e ha sempre operato. Lo ha confermato l'amministratore delegato Antonio Casu, che ha voluto sottolineare come non si tratti di una cessione fine a sé stessa, ma piuttosto di un'alleanza strategica di lungo periodo: "Le radici non si spostano", ha dichiarato, garantendo che nessun progetto verrà interrotto e che non ci saranno effetti negativi sull'occupazione.
Inoltre, da parte del nuovo socio di maggioranza è arrivata la rassicurazione che non cambierà il team dirigenziale, con l'obiettivo di assicurare continuità nei rapporti con i clienti e nei programmi di sviluppo in corso.
L'integrazione industriale e tecnologica
L'operazione possiede una valenza spiccatamente industriale, fondata sulla volontà di integrare le competenze distintive di Italdesign con quelle di Ust. L'azienda statunitense, fondata nel 1999 e oggi forte di 30.000 dipendenti in oltre 30 Paesi, porta con sé un patrimonio di conoscenze nell'ingegneria digitale, nell'intelligenza artificiale e nello sviluppo dei cosiddetti "software-defined vehicle".
L'obiettivo dichiarato è quello di creare una piattaforma in grado di accompagnare i costruttori automobilistici nell'affrontare la crescente complessità della mobilità di nuova generazione, accelerando il processo di innovazione che va dal concept alla produzione. "I nostri clienti hanno sempre più bisogno di partner capaci di connettere design, ingegneria, software e AI", ha spiegato il chief operating officer di Ust, Gilroy Mathew.
Italdesign, che nel corso della sua quasi sessantennale storia ha realizzato oltre 1.000 progetti di industrial design e transportation design, contribuendo a creare alcune delle vetture più iconiche come la Volkswagen Golf, la Fiat Panda e la DeLorean DMC-12, potrà quindi beneficiare della scala globale e delle competenze tecnologiche del nuovo azionista.
"Non abbiamo investito in Italdesign semplicemente per le sue capacità", ha dichiarato il chief financial officer di Ust, Vijay Padmanabhan, spiegando che l'investimento è stato fatto per le sue persone, la sua pluriennale esperienza e la sua reputazione nel trasformare idee in prodotti riconosciuti a livello mondiale. L'azienda torinese continuerà a operare con il proprio nome e i propri valori, in un'ottica di crescita che guarda anche a settori ad alta innovazione come l'aerospazio e la robotica, già esplorati in passato dalla società.
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