Sciame sismico in Calabria, tre nuove scosse nel catanzarese

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Non accenna a fermarsi lo sciame sismico che da giorni interessa il centro della Calabria, in particolare l’area del catanzarese, dove nella notte e nella tarda mattinata sono state registrate tre nuove scosse. Le prime due, di magnitudo 2.0 e 2.4, si sono verificate rispettivamente alle 4:12 e alle 4:50, con epicentro a Miglierina, un piccolo comune in provincia di Catanzaro. La terza, più intensa, ha raggiunto una magnitudo di 2.6 ed è stata avvertita distintamente nel capoluogo calabrese, specialmente nel centro storico, intorno alle 12:30. Sebbene di entità moderata, queste scosse hanno contribuito ad alimentare il clima di tensione che ormai da settimane caratterizza la regione, già colpita da un’insolita sequenza sismica.

Da gennaio, infatti, sono state registrate oltre duecento scosse, di cui 189 solo nell’ultimo mese e 147 nell’ultima settimana. Tra queste, la più significativa è stata quella di magnitudo 3.4 avvenuta ieri alle 12:08, che ha portato all’evacuazione di scuole e uffici nella zona di Tiriolo e Marcellinara, a nord-ovest di Catanzaro, non lontano da Lamezia Terme. L’intensificarsi dell’attività sismica ha spinto la Protezione Civile a rafforzare il monitoraggio della situazione, mentre la popolazione locale vive in uno stato di crescente apprensione.

La Calabria, tuttavia, non è l’unica area del Sud Italia a essere interessata da fenomeni sismici di rilievo. Negli ultimi mesi, l’intera penisola è stata teatro di una serie di eventi che hanno destato preoccupazione. Dai Campi Flegrei, dove il bradisismo continua a sollevare interrogativi, al Gargano, passando per Trapani, le isole Egadi e la Basilicata, le scosse si susseguono con frequenza e intensità inusuali. Solo ieri, oltre alla Calabria, anche Potenza è stata interessata da un sisma, confermando un trend che sembra non concedere tregua.

Secondo Marco Valensise, sismologo dell’INGV, questa sequenza di eventi è piuttosto insolita, sia per la distribuzione geografica che per la magnitudo delle scosse. “Abbiamo registrato numerosi terremoti al Sud, alcuni dei quali abbastanza anomali rispetto alle nostre aspettative”, ha dichiarato, sottolineando come la situazione richieda un’attenzione particolare. L’Italia, del resto, è un Paese ad alto rischio sismico, con una distribuzione di epicentri che non si limita al Meridione. Dall’Appennino umbro-marchigiano fino all’Etna, passando per le Alpi orientali, la penisola è costellata di zone attive, come dimostrano le mappe dell’INGV.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.