Sicilia affronta la grande sete
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Redazione Interno
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L'estate in Sicilia è segnata da una grave siccità. Due milioni di persone sono costrette a razionare l'acqua, i laghi sono ridotti a pozzanghere e gli allevatori sono costretti a macellare il bestiame. Sullo sfondo, si profila il business del mercato nero dell'acqua.
La crisi idrica
La situazione è alimentata dalla mancanza di piogge, con precipitazioni così scarse che non si registravano dal 2002, e dal caldo torrido. Questa emergenza è il risultato di decenni di inefficienze, reti idriche mai riparate e sprechi. Il 20% dei bacini è a secco e si registrano perdite in agricoltura fino al 75%.
Misure di risparmio a Palermo
A Palermo, l'Amap ha proposto una ulteriore minima riduzione della pressione dell'acqua per consentire un maggiore risparmio della risorsa idrica. A partire da lunedì 5 agosto, potrebbe essere avviata una seconda fase sperimentale con la riduzione oraria in alcuni quartieri. La zona centrale della città, dove si trovano ospedali, caserme, uffici pubblici civili e militari, case di cura e strutture ricettive, sarà sempre preservata.
Critiche politiche
Il Movimento 5 Stelle ha criticato duramente il centrodestra, accusandolo di aver portato la regione alla crisi attuale. "Palermo è una discarica a cielo aperto, la crisi idrica e i rifiuti stanno mettendo in ginocchio tutta l’isola e la sanità è in agonia. Il disastro è totale e se ne stanno accorgendo pure all’estero", hanno dichiarato Nuccio Di Paola e Antonio De Luca, esponenti del M5S.
Contraddizioni idriche
Nel trapanese, la situazione è paradossalmente opposta. La diga Trinità è talmente piena d'acqua che è necessario gettarne buona parte in mare. Dei 18 milioni di metri cubi che potrebbe contenere, soltanto poco più di due possono essere utilizzati per l'uso irriguo, il resto si spreca.




