Stellantis e il futuro dei suoi marchi
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Redazione Interno
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Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra PSA e FCA, si trova ad affrontare un 2024 complesso, caratterizzato da risultati finanziari negativi nel primo semestre e da un riposizionamento degli obiettivi per l'anno fiscale. La galassia Stellantis, che comprende tredici marchi più la divisione veicoli commerciali Stellantis Pro, ha vissuto un terzo trimestre difficile, con una riduzione dei volumi di vendita negli Stati Uniti dovuta al processo di riduzione delle scorte di veicoli.
Il governo italiano, rappresentato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso la necessità di ottenere certezze da Stellantis prima di impegnarsi in qualsiasi accordo. Urso ha sottolineato l'importanza di un piano industriale che preveda la salvaguardia occupazionale in Italia, coinvolgendo tutte le parti sociali, produttive e sindacali, insieme alle Regioni. L'obiettivo è chiudere questa partita entro la fine dell'anno.
Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha ribadito la promessa fatta al momento della fusione: tutti i marchi del gruppo avranno dieci anni di tempo per rilanciarsi o crescere, a seconda della loro situazione, con i primi cinque anni già finanziati. Tuttavia, il 2024 ha messo in evidenza le difficoltà che il gruppo deve affrontare per mantenere questa promessa.
Nel frattempo, il leader di Azione, Carlo Calenda, ha criticato Tavares per aver chiesto ulteriori incentivi statali per coprire gli extra-costi delle auto elettriche.




