Omicidio Bellocco, la sete di vendetta della suocera
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Redazione Interno
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L'inchiesta che ha portato all'arresto dei vertici delle curve Nord e Sud di San Siro, continua ad arricchirsi giorno dopo giorno di nuovi dettagli, tra cui una inquietante sete di vendetta espressa dalla suocera di Antonio Bellocco, il leader ultrà legato alla 'ndrangheta ucciso un mese fa. La voglia di vendetta della famiglia Bellocco il giorno dell’omicidio di Antonio emerge chiaramente dalle intercettazioni della Squadra Mobile e della Guardia di finanza di Milano, poche ore dopo l'omicidio avvenuto il 4 settembre fuori da una palestra di Cernusco sul Naviglio. Antonio Bellocco, rampollo del clan di Rosarno, è stato ucciso a coltellate da Andrea Beretta.
La suocera di Bellocco, in un momento di rabbia e dolore, ha dato l’ordine di compiere una strage, esprimendo la sua frustrazione per la perdita del giovane genero. Le intercettazioni rivelano una sete di vendetta che non si placa, con la donna che incita i familiari a non rassegnarsi e a vendicare la morte di Antonio. Le sue parole, cariche di rabbia e disperazione, mostrano la determinazione della famiglia Bellocco a ottenere giustizia a modo loro.
L'inchiesta ha anche portato alla luce un business illegale tra il rampollo del clan di Rosarno e il capo ultrà, che procurava documenti falsi per Beretta e biglietti contraffatti venduti a chi era colpito da Daspo o non voleva essere identificato. Questo traffico illecito di biglietti e tessere contraffatte per accedere agli stadi rappresenta solo una parte delle attività criminali legate al mondo degli ultrà e della 'ndrangheta.
Il gip Domenico Santoro ha concluso il giro degli interrogatori di garanzia, ascoltando Gianfranco Ferdico, il padre di Marco, altro capo della tifoseria nerazzurra, insieme a Renato Bosetti e Giuseppe Caminiti, e la "testa di legno" Cristian Ferrario.




