Il Fmi plaude all'Italia sul deficit, ma avverte: la crescita non decolla e servono riforme
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Redazione Economia
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Il Fondo monetario internazionale, nel suo ultimo aggiornamento sulle economie del continente, ha riservato all'Italia un giudizio positivo, definendo "impressionante" la performance di bilancio del 2024 e "migliore del previsto" quella attesa per l'anno prossimo. Alfred Kammer, direttore del dipartimento europeo dell'istituzione, ha espresso apprezzamento per i conti pubblici, dichiarando che "il risanamento è stato notevole" e sottolineando come il deficit di quest'anno dovrebbe essere inferiore alle stime iniziali. "Abbiamo notato la sovra-performance notevole dell'Italia sul deficit lo scorso anno, secondo i dati anche quest'anno sarà migliore delle attese, è fantastico", ha affermato con tono elogiativo, pur rilevando una discrepanza tra le previsioni di Palazzo Chigi e quelle del Fondo stesso.
Il confronto tecnico sulle cifre
Proprio sulle proiezioni, del resto, si è giocato un piccolo retroscena durante gli incontri di Washington, dove il ministro ha avuto modo di confrontarsi con i tecnici del Fmi. Mentre l'organizzazione stima un rapporto deficit/Pil al 3,3% per il 2025, le autorità italiane, da parte loro, sostengono di essere già prossime al 3,0%. Kammer, da quel che si apprende, ha preso atto della divergenza, assicurando che "una volta aggiornate le nostre stime ci rifletteremo", in un dialogo che appare costruttivo nonostante la differenza di numeri, i quali, comunque, restano tutti al di sotto delle soglie che destano allarme.
L'allarme per l'Europa e la traiettoria del debito
Se per l'Italia i toni sono incoraggianti, ben diverso è il monito che il Fmi rivolge all'Europa nel suo complesso, la quale, senza "una risposta politica decisa", rischia di vedere le pressioni di spesa spingere il debito su una "traiettoria esplosiva" in un orizzonte di quindici anni. La media del debito, su base ponderata per paese, potrebbe toccare il 155%, un dato aggravato dal fatto che sono proprio le nazioni più grandi a detenere i rapporti debito/Pil più elevati. "L'Europa deve agire e deve farlo adesso", è l'appello perentorio del direttore, che invoca il superamento delle divisioni nazionali per fronteggiare una minaccia che riguarda tutti.
Le criticità strutturali del sistema Italia
Il riconoscimento per i risultati conseguiti sul fronte del deficit, tuttavia, non oscura le perplessità dell'istituto riguardo alle prospettive di crescita del paese, che non vengono considerate alte, e alla necessità di un'accelerazione sul capitolo riforme. Il Fondo, pur elogiando lo sforzo di risanamento, indica con chiarezza la strada da percorrere, che non può prescindere da interventi strutturali per rilanciare un'economia il cui potenziale rimane inespresso. Si delinea, in questo modo, un quadro in cui la disciplina di bilancio, sebbene fondamentale, da sola non basta a garantire uno sviluppo solido e duraturo nel medio periodo.




