L'Fmi plaude all'Italia sul deficit, ma avverte: la crescita non è alta e servono riforme

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Fondo monetario internazionale, nel suo ultimo aggiornamento sulle economie del continente, ha riservato all'Italia un giudizio positivo per quanto concerne la performance di bilancio, definendola "impressionante" per l'anno in corso e "migliore del previsto" per il prossimo. Alfred Kammer, direttore del dipartimento europeo dell'istituzione di Washington, ha espresso un apprezzamento che non ha esitato a definire "fantastico", sottolineando come il risanamento dei conti pubblici sia stato notevole e come il deficit del 2025, che il Fmi stima al 3,3% del Pil, sia destinato a scendere al 3,0% secondo le previsioni del governo. Una sovraperformance, questa, che si inserisce in un quadro europeo ben più fosco e carico di incognite.

L'allarme per l'Europa

Se per l'Italia i toni sono stati di elogio, lo stesso non si può dire per la valutazione complessiva sull'Unione Europea, verso la quale il Fmi ha lanciato un monito severo. Senza una risposta politica decisa e tempestiva, le pressioni di spesa rischiano di innescare, in un orizzonte di quindici anni, quella che è stata definita una "traiettoria esplosiva" per il debito pubblico, che potrebbe toccare una media del 155% su base ponderata. Un pericolo acuito dal fatto che sono proprio i Paesi di maggiori dimensioni a detenere i rapporti debito-Pil più elevati, il che amplifica le ripercussioni sistemiche. "L'Europa deve agire e deve farlo adesso", ha dichiarato Kammer, invitando a superare le divisioni nazionali che spesso frenano l'azione collettiva.

Le ombre sul quadro italiano

Nonostante i risultati "fantastici" sul fronte del disavanzo, l'analisi del Fondo non trascura gli aspetti critici dell'economia italiana, a cominciare da una crescita che, pur essendo presente, non può essere considerata alta. È proprio questa la ragione per cui, accanto ai complimenti, arriva la raccomandazione, pressoché obbligata, di dare una decisa spinta al processo di riforme. Il miglioramento dei conti, sebbene cruciale per la stabilità finanziaria, rappresenta infatti solo una parte del cammino necessario, poiché senza un'accelerazione della crescita potenziale il peso del debito, seppur in lieve calo, rimarrà un elemento di vulnerabilità strutturale.

La strada da percorrere

Il Fondo monetario internazionale, che terrà pienamente conto dei nuovi dati italiani nel prossimo aggiornamento delle sue stime, delinea quindi un percorso duplice per il Paese: perseverare nella disciplina di bilancio, che ha già prodotto frutti significativi, e al contempo impegnarsi con maggiore determinazione su quel fronte delle riforme strutturali considerato il vero volano per una prosperità durevole. L'auspicio è che la capacità di sorprendere positivamente sul deficit si traduca in uno slancio altrettanto vigoroso nel rimuovere gli ostacoli che da anni limitano la competitività e le prospettive di sviluppo economico.

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