Il Giappone torna a vincere in MotoGP con Ai Ogura: ad Assen trionfo che vale quasi un mondiale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Era il 19 settembre 2004, quando Makoto Tamada si impose davanti al pubblico di casa sul circuito di Motegi. Da quella domenica, nessun pilota giapponese era più riuscito a salire sul gradino più alto del podio nella classe regina. Un digiuno lungo quasi ventidue anni, interrotto domenica scorsa sul tracciato olandese di Assen da Ai Ogura, venticinquenne di Kiyose, città che geograficamente si fonde con la grande area metropolitana di Tokyo.

Il portacolori del team Trackhouse-Aprilia ha scritto una pagina di storia che riporta il Sol Levante al centro della scena, in una categoria che da tempo sembrava aver dimenticato i fasti dei tempi di Rainey, Doohan e dei samurai giapponesi.

Una vittoria sofferta e un problema tecnico che poteva cambiare tutto

La vittoria in terra olandese, per Ogura, è stata tutt'altro che una passerella in discesa. Il pilota nipponico ha dovuto fare i conti con un inconveniente tecnico che, per alcuni istanti, ha fatto temere il peggio. Un problema che poteva trasformare il sogno in un clamoroso incubo, vanificando tutto il lavoro messo in pista durante il fine settimana. Invece, con freddezza e determinazione, Ogura è riuscito non solo a restare in sella, ma anche a recuperare posizioni preziose, superando avversari del calibro di Jorge Martín e Raúl Fernández.

Un sorpasso, quello su Fernández, che sa di rivalsa personale e che ha permesso al giapponese di mettere le mani su un successo storico.

La classifica si stringe: sedici punti e un mondiale riaperto

Il successo di Assen assume un peso specifico enorme anche in ottica iridata. I sedici punti che separano ora Ogura dalla vetta della classifica generale sono un divario più che colmabile, in un campionato che proprio non intende regalare certezze a nessuno. Il giapponese, al termine della gara, ha sottolineato come questa vittoria cambi le prospettive per il prosieguo della stagione, aprendo uno scenario in cui diversi piloti possono legittimamente puntare al titolo iridato.

Una consapevolezza che rende il mondiale 2026 ancora più avvincente e imprevedibile, con Aprilia che può vantare il proprio team satellite in grande spolvero.

Aprilia e Trackhouse: il giorno della doppietta e i conti in casa Ducati

Il fine settimana di Assen ha regalato emozioni contrastanti ai box. Se da un lato la casa di Noale ha potuto festeggiare la doppietta del team satellite Trackhouse, con Ogura e Fernandez a occupare le prime due posizioni, dall'altro deve fare i conti con un preoccupante trend negativo. Marco Bezzecchi, infatti, ha collezionato il terzo zero in altrettante gare lunghe, un dato che suona come un campanello d'allarme per il pilota romagnolo.

La Ducati, dal canto suo, ha vissuto un weekend meno scintillante del previsto: per Pecco Bagnaia rimarrà comunque il ricordo della nascita del primogenito, avvenuta proprio durante i giorni del gran premio. L'olandese è stato teatro di sorpassi, cadute e anche di un pauroso incidente che ha coinvolto Bezzecchi, senza però offuscare la brillantezza di una Aprilia che ha dimostrato di poter lottare per le posizioni che contano.

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