Caso Liguori, polemiche e divisioni a Padova

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La recente condanna a tre anni e quattro mesi per violenza sessuale inflitta dal Tribunale di Teramo all'attaccante del Padova, Michael Liguori, ha scatenato un acceso dibattito all'interno della società biancoscudata e tra le forze politiche locali. La società sportiva ha scelto di non commentare la sentenza fino a quando non sarà definitiva, mentre il tecnico ha dichiarato che il giocatore sarà gestito come tutti gli altri. Tuttavia, la tifoseria si è divisa: da un lato, chi difende il giovane calciatore classe '99, dall'altro, esponenti politici come la consigliera regionale Elena Ostanel, che hanno criticato il Padova per non essersi schierato nettamente contro la violenza sulle donne.

Il caso ha visto l'intervento di Andrea Ostellari, che ha sottolineato come la presunzione d'innocenza sia un principio fondamentale del nostro ordinamento, valido anche per i calciatori. D'altra parte, il sindaco di Padova, Sergio Giordani, ha espresso il suo sostegno alle donne che trovano il coraggio di denunciare la violenza, pur mantenendo una posizione cauta. Giordani ha ribadito l'importanza di stare sempre dalla parte delle vittime, riconoscendo il sentimento espresso dall'assessora alla Scuola, Cristina Piva, che aveva definito "vergognoso" il fatto che Liguori continui a giocare regolarmente.

La vicenda si complica ulteriormente con l'accusa di violenza sessuale che coinvolge un altro giocatore del Padova, Carmine Cretella. Entrambi i calciatori, protagonisti nella squadra che sta dominando la Serie C, sono finiti a processo per fatti distinti: Liguori per un episodio avvenuto in provincia di Teramo nel 2018 e Cretella per un caso a Messina nel 2020. La situazione ha sollevato interrogativi sulla gestione dei giocatori accusati di reati gravi e sulle responsabilità delle società sportive nel prendere posizione su questioni di tale rilevanza.

In questo contesto, il dibattito tra garantismo e tutela delle vittime si fa sempre più acceso, con la maggioranza di centrosinistra e l'opposizione che si scontrano su come affrontare il caso. Mentre alcuni sostengono la necessità di rispettare la presunzione d'innocenza fino a sentenza definitiva, altri chiedono misure più severe per chi è accusato di reati così gravi.

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