Imma Tataranni sopravvive a Vanessa Scalera, la svolta verso Calogiuri: il piano Rai sul futuro della serie Tv

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre la messa in onda della quinta stagione, iniziata l’8 marzo su Rai 1, sta per completare il suo ciclo di quattro puntate, a Viale Mazzini si guarda già oltre la conclusione naturale della serie, ragionando su un espediente narrativo che possa prolungare la vita del franchise nonostante la perdita della sua interprete principale. Vanessa Scalera, che ha vestito i panni del sostituto procuratore di Matera per cinque anni, ha infatti più volte ribadito, in diverse interviste rilasciate nel corso del 2025 e all’inizio del 2026, come questa tornata di episodi rappresenti il suo atto di congedo definitivo dal personaggio, una scelta presa con lucidità per evitare di logorare un ruolo che l’ha resa celebre. La sua volontà, espressa senza mezzi termini, è quella di lasciare un segno forte chiudendo il cerchio, prima che la ripetitività rischi di appannare la credibilità della figura costruita assieme agli autori. Di fronte a questa dipartita annunciata, la dirigenza Rai, in collaborazione con la casa di produzione IBC Movie, starebbe dunque valutando la possibilità di sviluppare uno spin-off che ruoti attorno ad altri personaggi del medesimo universo narrativo, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione del pubblico su quel mondo fatto di indagini e di relazioni umane complesse.

L’assenza che pesa maggiormente, e che già caratterizza questa quinta stagione, è però quella del maresciallo Ippazio Calogiuri, interpretato da Alessio Lapice, un addio doloroso che il produttore Salvatore De Mola aveva giustificato come una scelta necessaria per l’evoluzione della storia, sebbene abbia lasciato molti spettatori spaesati. Curiosamente, è proprio su questa figura, o su altre che hanno popolato le vicende della Tataranni, che potrebbe concentrarsi l’attenzione per un nuovo progetto: l’ipotesi di un serial incentrato su Diana De Santis, la cancelliera interpretata da Barbara Ronchi, che nella quarta serie aveva vinto un concorso come giudice di pace trasferendosi a Taranto, era già circolata nei corridoi di Viale Mazzini nei mesi scorsi, e potrebbe ora tornare d’attualità. Non si tratterebbe, in quel caso, di una semplice continuazione della serie madre, ma di un prodotto parallelo che ne riprenda lo spirito, spostando però l’asse narrativo su una figura comunque già ben radicata nell’immaginario dei tifosi della fiction.

Parallelamente, l’ingresso nella quinta stagione di un personaggio ingombrante come quello del nuovo procuratore capo Altiero Galliano, interpretato da un Rocco Papaleo che ha dichiarato di essersi unito al cast con entusiasmo, ha portato una ventata di novità e di conflitto, elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale in un’ottica di espansione del franchise. Il suo carattere, destinato a scontrarsi con l’indole anarchica della protagonista, ha aggiunto ulteriore profondità alle dinamiche lavorative, dimostrando che l’universo di Imma Tataranni è popolato da caratteri abbastanza forti da reggere da soli il peso di una narrazione. Le stesse location, che da sempre costituiscono un valore aggiunto in termini di suggestione visiva, con i Sassi di Matera e le altre bellezze della Basilicata a fare da sfondo, continuano a rappresentare un marchio di fabbrica inconfondibile che qualsiasi progetto derivato dovrebbe necessariamente preservare e sfruttare. Il lavoro certosino fatto in questa stagione, con riprese durate circa sedici settimane tra Basilicata e Roma, ha ulteriormente consolidato quel legame profondo tra la finzione scenica e il territorio, un’eredità pesante ma anche un’opportunità per chiunque raccolga il testimone.

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