Proteste in Francia, sospese le granate stordenti: 18 indagini su abusi della polizia
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Redazione Esteri
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La decisione è arrivata dopo giorni di tensioni e accuse di repressione brutale. Il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione dell'uso delle granate stordenti nel quadro del movimento degli studenti delle scuole superiori, dopo che un quindicenne ha perso una mano a Lens, nel nord del Paese.
Le circostanze dell'incidente di Lens
L'episodio risale a lunedì, davanti al liceo Béhal di Lens. Secondo il sindaco del comune di residenza del ragazzo, Wingles, il giovane ha subito l'amputazione della mano sinistra, ha ricevuto un innesto alla mano destra e presenta ferite al viso e al torace. Le circostanze esatte restano da chiarire: una fonte di polizia ha riferito che l'adolescente avrebbe raccolto la granata per rilanciarla, mentre alcuni testimoni oculari sostengono che il dispositivo sia esploso direttamente nella sua mano. L'ispezione generale della polizia nazionale dovrà stabilire se il lancio sia stato regolare.
Nuñez ha parlato di una «forte probabilità» che sia stata proprio una granata stordente a causare la mutilazione, spiegando di aver sospeso l'uso «fino a che non sarà fatta luce su quanto accaduto».
Le caratteristiche delle armi contestate
La sospensione riguarda il modello ASSD prodotto da Alsetex, un ordigno che genera un lampo luminoso e una detonazione di circa 160 decibel, paragonabile al rumore di uno sparo. Viene lanciato a distanza per disperdere gli assembramenti ed evitare il contatto diretto con le forze dell'ordine. Il ricorso a queste armi è disciplinato dallo schema nazionale per il mantenimento dell'ordine, che ne consente l'impiego solo da parte di agenti con abilitazione individuale, dopo due ordini di dispersione rimasti senza effetto o in caso di violenza subita.
Il codice della sicurezza interna stabilisce che possano essere usate soltanto quando assolutamente necessario.
Il quadro delle proteste e le richieste degli studenti
Le manifestazioni, iniziate a fine settembre per denunciare edifici scolastici degradati, classi sovraffollate e carenza di insegnanti, hanno coinvolto secondo il ministero dell'Interno 256.000 persone in tutta la Francia nella giornata di martedì, mentre le organizzazioni studentesche hanno stimato 450.000 partecipanti. Le autorità hanno segnalato 488 arresti e 43 agenti feriti. Nel corso degli scontri, 215 studenti hanno riportato lesioni dall'inizio del movimento.
A Parigi, il leader di La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon si è unito al corteo degli studenti, abbracciando Elwan, uno dei volti noti della protesta, e definendo il movimento giovanile «il più potente degli ultimi 50 anni».
Le indagini e le ripercussioni istituzionali
Nuñez ha reso noto che l'ispezione generale della polizia ha ricevuto 18 incarichi di indagine, non tutti relativi all'uso di armi intermedie, per accertare se vi sia stata proporzionalità nell'azione delle forze dell'ordine. Oltre al caso di Lens, le autorità stanno esaminando la vicenda di uno studente quattordicenne colpito al volto da un lacrimogeno nel nord-ovest della Francia, che ha perso diversi denti e ha riportato gravi ferite: un agente è stato incriminato in relazione a questo episodio.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha definito le rivendicazioni degli studenti «legittime», condannando al contempo le violenze e respingendo le accuse di una repressione ordinata dal governo.
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