Bufera sul post irriverente dell'agenzia funebre Taffo per San Faustino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un post social dai toni dissacranti ha scatenato polemiche durante le celebrazioni per San Faustino e Giovita, patroni di Brescia, che sabato 15 febbraio hanno richiamato in città quasi 300mila persone. L’agenzia funebre Taffo, nota per il suo stile comunicativo provocatorio e spesso al limite dell’irriverente, ha pubblicato su Facebook un messaggio che non è passato inosservato: «Se ti perdiamo tra le bancarelle, l'affare lo facciamo noi». Una frase lapidaria, che ha diviso gli utenti tra chi l’ha trovata ironica e chi, invece, l’ha giudicata fuori luogo, soprattutto in un contesto di festa religiosa e popolare.

La Taffo, attiva da anni nel settore funerario bresciano, non è nuova a questo tipo di comunicazione, che spesso sfida i canoni tradizionali del marketing. Tuttavia, il post ha acceso un dibattito online, sollevando domande sui limiti dell’umorismo, specialmente quando si interseca con temi sensibili come la morte. Nonostante le critiche, l’agenzia ha mantenuto la sua linea, confermando una cifra stilistica che, nel bene o nel male, continua a far parlare di sé.

Intanto, la festa di San Faustino ha registrato numeri da record, complice il bel tempo e il fatto che la ricorrenza sia caduta di sabato. Le oltre seicento bancarelle, disseminate nel centro storico, hanno attirato una folla imponente, con migliaia di persone alla ricerca di occasioni e novità. La tradizionale fiera, che da secoli caratterizza l’evento, si è confermata un punto di riferimento non solo per i bresciani, ma anche per visitatori provenienti da altre regioni.

In chiesa, le celebrazioni religiose hanno visto momenti di grande partecipazione, con la messa officiata in diverse lingue, tra cui ucraino, francese e inglese, a sottolineare il carattere inclusivo dell’evento. Durante l’omelia, il vescovo Tremolada ha richiamato le parole di Papa Francesco, invitando i fedeli a essere «pellegrini di speranza», un messaggio che ha risuonato in un contesto di festa ma anche di riflessione spirituale.

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