Stefano Benni, la penna irriverente che ha raccontato l'Italia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scomparsa di Stefano Benni, avvenuta il 9 settembre all'età di 78 anni, priva la letteratura italiana di una delle sue voci più originali e dissacranti. Scrittore, giornalista e drammaturgo, Benni ha costruito una produzione letteraria unica, dove la satira feroce si fondeva con una commossa umanità e l'assurdo diventava lente per mettere a fuoco le storture della società. I suoi romanzi, popolati da personaggi indimenticabili e grotteschi, hanno raccontato il paese, con le sue manie e le sue ipocrisie, spesso meglio di molti saggi sociologici, regalando ai lettori un immaginario ricchissimo e una comicità che non rifuggiva mai la profondità.

L'eredità che lascia è vasta e variegata, un tesoro di storie che spaziano dalla favola nera al romanzo picaresco. Opere come "Bar Sport" o "La compagnia dei celestini" sono diventate dei classici moderni, capaci di catturare l'essenza di certi ambienti italiani con uno sguardo insieme affettuoso e spietato. La sua prosa, un virtuosistico esercizio di stile che giocava con i linguaggi e le onomatopee, era sempre al servizio della storia e dei suoi protagonisti, creature buffe e malinconiche che restavano impresse nella memoria del lettore molto dopo aver chiuso il libro.

Il suo mondo, del resto, era fatto anche di suoni e di amicizie solide. Il grande amore per il jazz, che citava spesso e che traspare dalle pagine di molti suoi lavori, trova eco nel ricordo del musicista Paolo Fresu, che di Benni sottolinea "quanto amore per il jazz. Thelonious Monk e Billie Holiday". Un'affinità elettiva che forse spiega il ritmo e l'improvvisazione della sua scrittura. E poi c'erano i compagni di viaggio, come lo scrittore Daniel Pennac, con il quale condivideva non solo il palco di festival culturali – come quel dialogo a Pistoia che sembrava una chiacchierata tra vecchi amici in salotto – ma anche una certa idea della letteratura come "esercizio di felicità".

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