Bologna dà l'addio a Stefano Benni, tra commozione e ironia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel cuore di Bologna, sotto le maestose logge del Pavaglione, il cortile dell’Archiginnasio ha ospitato oggi l’ultimo saluto a Stefano Benni, scrittore, poeta e umorista scomparso lo scorso 9 settembre all’età di 78 anni dopo aver lungamente lottato contro una malattia. La camera ardente, allestita dalle undici alle diciassette, è divenuta il palcoscenico di un commiato collettivo, un abbraccio sentito da parte di quel pubblico vasto e affezionato che l’autore ha saputo conquistare in decenni di carriera.
L’atmosfera, volutamente non convenzionale, ha riflesso la cifra stilistica dell’intera opera di Benni, sospesa com’era tra una profonda commozione e una vena di ironia graffiante. Davanti al feretro, adorno di fiori bianchi, e a un grande ritratto in bianco e nero che lo raffigurava nel suo spirito arguto, si sono alternate personalità della cultura, della politica e, soprattutto, una folla di lettori comuni, tutti uniti nel ricordo.
Tra i presenti, spiccavano i nomi di Daniel Pennac, che di Benni è stato amico fraterno e collega, Carlo Feltrinelli, Alessandro Bergonzoni, David Riondino e Alessandro Baricco. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha voluto onorare la memoria dello scrittore ricordando, in particolare, le sue battaglie civili e le critiche sempre costruttive, come quelle sull’emergenza abitativa in città, che hanno spinto l’amministrazione «a fare di più e meglio».




