La Sampdoria riparte da Evani e Mancini, tra passato e salvezza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La svolta arriva in un momento di crisi profonda, quando la squadra, dopo la sconfitta alla Spezia, sembrava ormai senza via d’uscita. L’esonero di Leonardo Semplici e Pietro Accardi ha aperto la strada a un nuovo corso, affidato a una figura come Alberico Evani, che porta con sé non solo l’esperienza maturata nello staff della Nazionale, ma anche una sensibilità capace di parlare direttamente al cuore dei tifosi. «Abbiamo pensato a Vialli e al presidente Mantovani in questi giorni», ha detto il nuovo allenatore, legando da subito il suo arrivo alla storia gloriosa del club.

Accanto a lui, il ritorno di un altro pezzo di quel passato: Roberto Mancini, seppur senza un ruolo ufficiale, è stato il regista occulto di questa operazione. «La Samp per me è qualcosa di speciale», ha spiegato al Tg1, smarcandosi da qualsiasi coinvolgimento formale ma lasciando intendere che la sua vicinanza al presidente Matteo Manfredi sarà costante. Un’ombra rassicurante, quella di Mancio, che insieme all’arrivo del figlio Andrea – nuovo direttore sportivo – e di Attilio Lombardo completa un puzzle costruito con pezzi di nostalgia e pragmatismo.

La presentazione ufficiale ha confermato l’obiettivo: salvezza, senza giri di parole. «Bello tornare a casa», ha detto Evani, mentre Andrea Mancini ha sottolineato l’importanza dell’unità. Un messaggio chiaro, soprattutto dopo le tensioni degli ultimi mesi. Quella che fino a pochi giorni fa sembrava una squadra allo sbando ora prova a ritrovare un’identità, anche grazie al sostegno di un pubblico che, come ha ricordato il tecnico, «va meritato».

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