Bonus Zes, l'Inps dà il via libera: al via le domande per lo sgravio totale dei contributi
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Redazione Economia
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Con una circolare attesa da più di un anno, l’Istituto di previdenza ha finalmente reso operative le modalità per richiedere il beneficio, che rappresenta uno dei pilastri delle politiche di coesione per il Mezzogiorno. L’agevolazione, infatti, è stata concepita per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato all’interno dei confini della Zona Economica Speciale unica, offrendo ai datori di lavoro un esonero integrale dall’onere contributivo. Questo intervento normativo, che trova la sua origine nel cosiddetto Decreto Coesione del 2024, ha conosciuto un iter applicativo piuttosto lungo, culminato solo ora con la pubblicazione delle istruzioni necessarie a dare concretezza alla misura. La complessità delle procedure, d’altronde, ha spesso caratterizzato l’introduzione di sgravi fiscali di simile portata, richiedendo un lavoro di definizione tecnica che l’Inps ha condotto sino all’emissione del provvedimento.
I dettagli operativi del provvedimento
La Circolare numero 10 del 3 febbraio 2026 scende nel merito degli adempimenti che le aziende sono chiamate a osservare per accedere all’incentivo, chiarendo, tra l’altro, i criteri di eleggibilità delle assunzioni. Il testo, che fa seguito alla norma contenuta nell’articolo 24 del decreto legge numero 60 del 2024, delinea un percorso preciso per i beneficiari, i quali possono ora pianificare le nuove assunzioni con la certezza di poter fruire dello sgravio. Non si tratta, peraltro, dell’unico strumento a sostegno degli investimenti nelle aree svantaggiate, poiché il legislatore ha previsto, parallelamente, un credito d’imposta per gli interventi pluriennali realizzati nelle Zes e nelle Zls già a partire dall’anno scorso. Tale credito, la cui operatività è estesa al triennio 2026-2028, completa il quadro degli aiuti, mirando a consolidare la presenza industriale in territori che hanno storicamente sofferto un divario di sviluppo.
L'impatto sulle strategie aziendali
L’entrata in vigore del bonus, la cui attuazione pratica era rimasta in sospeso, consentirà alle imprese di ricalcolare i costi del lavoro, con possibili ricadute positive sui piani di assunzione, soprattutto per quelle figure professionali over 35 che costituiscono una delle categorie target della misura. L’esonero totale dei contributi, infatti, rappresenta un alleggerimento significativo del costo di un dipendente, potenzialmente in grado di spostare l’equilibrio nella decisione di ampliare l’organico. Alcuni osservatori sottolineano come la piena applicazione dello strumento, ora resa possibile, possa contribuire a dare una spinta all’occupazione stabile in regioni dove il tasso di disoccupazione, specie giovanile, rimane un nodo critico. La circolare dell’Inps, fornendo il quadro procedurale definitivo, elimina quindi quell’incertezza che per mesi aveva frenato l’interesse concreto dei datori di lavoro.
Il contesto normativo di riferimento
La misura si inserisce in un più ampio disegno di politiche pubbliche che, attraverso il meccanismo della Zona Economica Speciale unica, intende attrarre capitali e generare posti di lavoro nel Sud Italia. Il Decreto Coesione, convertito con modifiche nella legge numero 95 del 2024, aveva già stabilito i principi generali dell’intervento, demandando però agli enti competenti il compito di definirne i dettagli esecutivi. Questo passaggio, spesso tecnico e poco visibile, è risultato determinante per tradurre in realtà l’agevolazione, dimostrando come la fase attuativa sia cruciale per il successo delle riforme economiche. La tempistica dell’intervento, giunta dopo un anno dalla sua introduzione formale, lascia intravedere le difficoltà nel coordinare gli aspetti amministrativi di strumenti così articolati, i quali devono coniugare gli obiettivi di stimolo con la necessaria correttezza contabile.




