Aggressione al distributore di Reggio, Massari: «Il disagio psichico non è un alibi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il disagio psichico non può diventare un alibi per quanto accaduto al distributore Ego di Reggio Emilia: il sindaco Marco Massari ha chiesto che siano accertate le responsabilità per la brutale aggressione di domenica sera e, nello stesso tempo, che venga verificato il funzionamento della rete di assistenza che aveva avviato la presa in carico del presunto aggressore. Il primo cittadino è intervenuto durante il consiglio comunale di lunedì, chiedendo valutazioni rigorose per capire se nel percorso sanitario siano emersi limiti o mancanze. Ha anche respinto l'associazione automatica tra malattia mentale e pericolosità, sottolineando la necessità di evitare lo stigma nei confronti delle persone con disturbi psichici.

L’aggressione al distributore e gli accertamenti sul 26enne

L'episodio è avvenuto nella serata del 27 settembre nell'area di servizio di via Martiri di Cervarolo, nella zona di Due Maestà. Mena Istafanous, nato in città da una famiglia di origine egiziana, è accusato di avere colpito all'addome con un cacciavite una donna di Scandiano e di essere poi risalito sulla propria Seat Ibiza. Quando due persone sono intervenute per aiutare la vittima, l'auto è tornata nell'area del distributore e le ha investite. La polizia ha rintracciato e arrestato il giovane dopo la fuga; l'ipotesi contestata è quella di tentato omicidio aggravato. Le prime indagini hanno escluso elementi riconducibili a una matrice terroristica e non sono emersi legami tra l'arrestato e le persone aggredite.

Gli accertamenti hanno portato l'attenzione anche sul precedente contatto del ventiseienne con i servizi sanitari. Il giovane aveva recentemente manifestato problemi che lo avevano condotto al Centro di salute mentale, dove aveva avviato un percorso di presa in carico presentandosi però soltanto al colloquio iniziale. Il suo avvocato lo ha descritto come fragile, diffidente e confuso; in precedenza erano stati riferiti problemi di depressione e manie di persecuzione. È proprio su questo passaggio che il sindaco ha sollecitato un esame del percorso assistenziale, distinguendo nettamente l'accertamento delle eventuali carenze sanitarie dalla responsabilità personale per gli atti compiuti.

Il questore ringrazia i cittadini intervenuti per soccorrere la donna

Un riconoscimento pubblico è arrivato anche dal questore Carmine Soriente durante le celebrazioni di San Michele Arcangelo, protettore della Polizia di Stato, nella basilica di San Prospero. Il dirigente ha ringraziato le persone che si sono frapposte all'auto per aiutare una sconosciuta e ha sottolineato la pronta reazione degli agenti. L'intervento dei presenti si è verificato mentre la donna ferita aveva bisogno di assistenza e il conducente della vettura si trovava ancora nell'area. Soriente ha accompagnato il ringraziamento con l'augurio di pronta guarigione alle persone coinvolte, richiamando il comportamento di chi ha deciso di prestare aiuto nonostante il pericolo.

Tra i soccorritori c'era Guido Ruozi, reggiano di 49 anni, che insieme a una ragazza di 24 anni stava sostenendo la vittima quando la vettura li ha travolti. L'uomo ha raccontato di essere stato scaraventato sull'asfalto e di avere temuto un nuovo passaggio dell'auto. Ricoverato nel reparto di Ortopedia dell'ospedale Santa Maria Nuova, è stato sottoposto la sera stessa a un intervento chirurgico al ginocchio e ha riportato anche un trauma al polso. Le lesioni dei tre feriti sono state indicate come traumatiche e di ambito ortopedico; nessuno di loro è stato segnalato in pericolo di vita.

La famiglia copto-ortodossa e l’incontro in ospedale

Sulla famiglia dell'arrestato è intervenuto Medhat Farag, esponente della realtà religiosa copta reggiana guidata dal monaco padre Armia El Anthony. Farag ha spiegato di conoscere i familiari da 25 anni, descrivendoli come persone unite e ben inserite e definendo il ragazzo una persona buona. La famiglia è di origine egiziana e professa la fede cristiana copto-ortodossa. Questo elemento è stato acquisito anche nel quadro degli accertamenti investigativi che hanno escluso collegamenti con il fondamentalismo islamico.

All'ospedale Santa Maria Nuova si è verificato anche un incontro tra il figlio della donna colpita con il cacciavite e l'uomo intervenuto per soccorrerla. Il familiare della 66enne si è recato nel reparto di Ortopedia per incontrare personalmente il ferito e manifestargli la propria riconoscenza per quanto aveva fatto durante l'aggressione. Ruozi dovrà affrontare venerdì un secondo intervento chirurgico, questa volta al polso, dopo l'operazione già eseguita al ginocchio nella serata di domenica.

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