Netanyahu avverte Hamas: «Niente tregua, annessione di parti di Gaza»
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Redazione Esteri
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Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha posto una condizione netta: se Hamas non accetterà un cessate il fuoco, Israele procederà con l’annessione di aree della Striscia di Gaza. La minaccia, riportata dai media locali, arriva mentre il governo cerca di mantenere coesa la coalizione, in particolare con i ministri ultranazionalisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, da tempo favorevoli a misure più dure.
Secondo il piano discusso nel gabinetto politico di sicurezza, a Hamas verrebbero concessi pochi giorni per rispondere alle trattative mediate internazionalmente, che includono anche la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani del gruppo palestinese. Qualora la risposta fosse negativa, Tel Aviv avvierebbe l’annessione di porzioni del territorio gazawi, istituendo un ente apposito per la loro amministrazione.
Fonti vicine alla leadership israeliana, citate dal Times of Israel e dal Maariv, confermano che Netanyahu avrebbe già presentato la proposta a un ristretto gruppo di ministri, i quali avrebbero dato il via libera preliminare. L’ipotesi di un’annessione parziale non è nuova, ma guadagna concretezza in un contesto di stallo negoziale e pressioni interne.
La mossa, se attuata, rischierebbe di complicare ulteriormente il già fragile scenario mediorientale, dove le tensioni persistono nonostante i tentativi di mediazione. Intanto, la priorità dichiarata da Israele resta il rientro dei prigionieri, mentre Hamas – che controlla de facto Gaza dal 2007 – finora ha mantenuto una posizione ambigua, alternando aperture a richieste considerate inaccettabili da Tel Aviv.
Sul piano giudiziario, intanto, proseguono le indagini sulle violenze commesse durante gli scontri degli ultimi mesi, con procure israeliane e organizzazioni internazionali che raccolgono testimonianze spesso divergenti. Le autorità israeliane ribadiscono di agire in legittima difesa, mentre i palestinesi denunciano azioni sproporzionate.




