Mondadori, non solo libri: cassa per altre acquisizioni
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Redazione Economia
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In un mondo digitale che corre ossessionato dall’ultimo aggiornamento dell’algoritmo, il vecchio "oggetto libro" si riscopre non solo resiliente, ma motore di una redditività che permette di premiare generosamente i soci. L’assemblea di Mondadori, presieduta da Marina Berlusconi, ha infatti ratificato un bilancio 2025 che è un manifesto di solidità: i soci incasseranno un dividendo di 0,154 euro per azione, per un ammontare complessivo di circa 40 milioni di euro. La crescita della cedola, che segna un +10% rispetto all’anno precedente, riflette un dividend yield del 7,3% e conferma la trasformazione industriale del gruppo ormai giunta a piena maturazione. Nonostante un contesto di mercato che vede i ricavi consolidati attestarsi sui 931,6 milioni (in leggera flessione rispetto ai 934,7 del 2024), l’utile netto tocca quota 54 milioni, una cifra che ha permesso di destinare ai soci quasi il 75% del risultato netto.
La strategia industriale e la "lentezza profittevole" della carta
Marina Berlusconi sceglie un messaggio insieme industriale e culturale per interpretare questo momento, sottolineando come il gruppo abbia saputo fronteggiare i cambiamenti strutturali e irreversibili del settore grazie a una trasformazione iniziata anni fa. «I risultati 2025 del Gruppo Mondadori – si legge nella nota diffusa al termine dell’assise del 21 aprile – confermano il grande successo della trasformazione completata negli anni precedenti». Il libro, nonostante i suoi sei secoli di vita, mantiene una vitalità straordinaria, trainando da solo l’85% dei ricavi consolidati e dei margini. Questa “lentezza profittevole” della carta, in antitesi con la volatilità imposta dall’intelligenza artificiale e dai social media, genera valore costante e permette di guardare lontano. Lo dimostra la decisione di distribuire il dividendo in due tranche paritetiche, la prima delle quali con stacco cedola il 18 maggio prossimo, un meccanismo che assicura liquidità e fiducia agli azionisti.
L’accelerazione sul digitale e le operazioni strategiche
Se il core business resta saldamente ancorato ai libri, la presidente non nasconde che la solidità patrimoniale della società permette di valutare e cogliere ogni nuova opportunità che il mercato offre. Alcune operazioni importanti sono già in corso di perfezionamento – come l’ingresso nell’area di Hoepli scolastica – mentre altre hanno già preso forma con decisione. A fine 2025, il gruppo ha messo a segno l’acquisizione del 58,84% di Edilportale.com, realtà di riferimento nello sviluppo di contenuti e servizi per architettura, design ed edilizia. L’operazione, perfezionata per cassa a gennaio 2026 per un corrispettivo di 31,2 milioni di euro, include asset di prestigio come Archiproducts, piattaforma globale che vanta oltre quattro milioni di utenti registrati e 3.500 brand internazionali. Questa mossa, insieme alla costituzione di Mondadori Digital, proietta l’editore di Segrate come leader nei segmenti digitali verticali ad alto valore, ampliando il posizionamento verso i mercati esteri dove Edilportale genera già il 35% dei propri ricavi.
Un bilancio di sostanza e le prospettive di cassa
L’amministratore delegato Antonio Porro ha evidenziato come il 2025 abbia confermato la solidità del modello di business, registrando un miglioramento della performance economico-finanziaria con un margine in lieve crescita (Ebitda adjusted a 158,2 milioni). Ciò che conta, tuttavia, è la capacità di generare cassa: il Cash Flow Ordinario si attesta a 65,1 milioni di euro, una cifra rilevante che serve proprio a finanziare le acquisizioni e la crescente remunerazione degli azionisti. La posizione finanziaria netta (escludendo l’IFRS 16) è negativa per 85,7 milioni, un dato che non preoccupa gli analisti vista l’intensa attività di buyout e l’ottimizzazione strutturale avviata. Per il 2026, la guidance parla di una crescita low single-digit di ricavi e marginalità, con un dividendo per azione che salirà almeno a 0,169 euro, garantendo un rendimento da “high yield” intorno all’8%. L’assemblea ha infine rinnovato l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie, uno strumento che offre al vertice aziendale la flessibilità necessaria per cogliere eventuali opportunità di investimento o per sostenere eventuali piani di incentivazione del management.




