L’Italia segue gli Usa e rifiuta gli emendamenti Oms sul regolamento pandemico

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità spinge per un coordinamento più stringente in caso di future pandemie, l’Italia ha scelto di opporsi, allineandosi alla posizione degli Stati Uniti guidati da Donald Trump. Con una lettera inviata il 18 luglio al direttore generale Tedros Ghebreyesus, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha formalizzato il rifiuto degli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (Rsi), approvati lo scorso maggio durante la 77esima Assemblea mondiale della sanità.

Quelle modifiche, che avrebbero rafforzato gli obblighi degli Stati membri in caso di emergenze sanitarie, sono state interpretate dal governo italiano come una potenziale minaccia alla sovranità nazionale. Una scelta che ripropone, in parte, la stessa linea adottata due mesi fa, quando l’Italia fu l’unico paese del G7 ad astenersi sul nuovo piano pandemico dell’Oms, approvato con 124 voti favorevoli e 11 astensioni.

La decisione ha scatenato polemiche, con parte della stampa e dell’opposizione che accusano l’esecutivo di isolazionismo e di seguire pedissequamente l’amministrazione americana. C’è chi parla di una “svendita a Trump”, mentre il governo ribadisce che la salute pubblica non può essere delegata a organismi internazionali. Il Rsi, tuttavia, non è un trattato punitivo, ma uno strumento di cooperazione tra nazioni, nato proprio per migliorare la risposta globale alle crisi sanitarie.

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